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YANG

Saverio Costanzo

non chiamatelo figlio di papÓ


di Oriana Maerini



Questa settimana la corona di personaggio Yang del mondo dello spettacolo va di diritto a Saverio Costanzo.
Non solo perchŔ ha avuto il coraggio di realizzare un bellissimo film
(Private) su un tema scottante come l'occupazione militare israeliana di una casa palestine nei territori ma, soprattutto, per una faccenda "private".
Saverio Ŕ yang perchŔ all'immancabile domanda che gli rivolgono tutti:
(giornalisti e pubblico) "che ne pensa suo padre del suo successo?" lui risponde digrignando i denti: "Sono fatti miei, perchŔ continuate a chiedermelo?"
Questo Ŕ accaduto anche martedý scorso durante la presentazione della sceneggiatura del film presso la libreria Feltrinelli della Galleria Colonna a Roma.
L'impassibile moderatrice Irene Bignardi ha per˛ glissato sulla visibile irritazione del regista e lo ha sviato verso un'altra domanda.
Che coraggio giovane Saverio!
Altri si sarebbero fatti belli del cognome altisonante e avrebbero sfruttato rendite di posizione derivate da parentele illustri.
Lui no. Si Ŕ guadagnao il "Pardo d'oro" al festival di Locarno grazie solo al suo talento e vuole emergere in quanto regista indipendete e non come figlio di papÓ.



(Mercoledý 19 Gennaio 2005)


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