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La nuova "Pantera rosa"

Steve Martin e Jean Reno

Incontro con i due interpreti


di Mirko Lomuscio


Tra innumerevoli sequel e l’inarrestabile febbre dei remake che ci ha investiti negli ultimi anni, è in arrivo nelle sale cinematografiche La pantera rosa di Shawn Levy.
Abbiamo incontrato a Roma i due attori protagonisti del film: l'americano Steve Martin e il francese Jean Reno.

Signor Martin, inizialmente aveva rifiutato d’interpretare il ruolo di Clouseau, cosa l’ha convinta, poi, ad accettare la parte?

Steve Martin: Quando interpreti un personaggio già sofisticato e collaudato, succede di rifiutare, poi, però, ho superato tutto questo e l’ho sentito dentro di me.

Signor Reno, cosa l’ha attratta e divertita del personaggio da lei interpretato?

Jean Reno: Innanzitutto direi che lavorare con Steve Martin è stata una gran fortuna, perché è una persona con molta intelligenza e cultura, è un artista a tutto tondo. In passato avremmo dovuto già fare un film insieme diretto da Roman Polanski, poi, però, non se ne fece niente. Poi, l’idea di entrare a far parte dell’esperienza de La pantera rosa mi attirava, allora è stata una sfida cimentarmi nel ruolo.


La pantera rosa


Vista l’esperienza sul set del film, avete mai pensato di fare coppia come ballerini?

Steve Martin: Assolutamente, l’unica cosa è cercare un luogo dove esibirsi. Abbiamo fatto quella scena senza prove, ognuno improvvisava col suo stile di ballo.

Signor Martin, a quale Pantera rosa si è ispirato e come vi siete trovati in coppia?

Steve Martin: Il mio primo pensiero è andato a Uno sparo nel buio , quello è il film dove Clouseau appariva come personaggio principale, mentre nel primo La pantera rosa faceva da contorno alla storia, che aveva per protagonista il ladro interpretato da David Niven.
Con Jean c’è stata stretta collaborazione, lui mi seguiva e mi osservava con molta serietà rendendo invisibili anche le cose più stupide.

Jean Reno: Lavorare con Steve è come lavorare con una prima donna, lui è autore a tutto tondo. Inizialmente non sapevo come agire in questo tipo di comicità, poi ho deciso di scegliere tra due strade: in una avrei dovuto incentrarmi sulla presa in giro, mentre nell’altra avrei dovuto soltanto imprecare, e la seconda strada è stata la mia scelta. E’ così che si è creata la magia tra noi, senza fare troppo il clown.


La pantera rosa


Signor Reno, dia un giudizio sull’accento francese di Steve Martin.

Jean Reno: A me piace la presa in giro, soprattutto su se stessi. Non si prende in giro qualcosa senza interesse, soprattutto se stessi, e devo dire che Steve mi ha divertito molto con la sua parlata.

Ci sarà un sequel, possibilmente con la presenza dell’amato personaggio di Cato?

Steve Martin: Certamente, questo film è stato concepito con l’idea di voler fare dei sequel, ed in principio avevamo pensato anche alla presenza di Cato, eventualmente interpretato da Jackie Chan, ma non se ne è fatto più nulla. Sicuramente, ora, se ci sarà un sequel, Cato sarà assente.

Signor Martin, sarà al festival di Sanremo come ospite?
Steve Martin: Mi è arrivata la proposta, ma non si è mai concretizzata la cosa, anche perché pensavo che fosse un festival cinematografico, quindi è logico che io non ci sarò.

La pantera rosa


Fino a che punto si è sentito francese? E c’è stata invidia da parte di Kevin Kline nell’aver interpretato il personaggio di Clouseau?

Steve Martin: Comincio con il precisare che Kline è un caro e vecchio amico, quindi, quando ci siamo sentiti per il film, avevamo già stabilito chi interpretava chi.
Francese non so, ma mi sono subito sentito Clouseau, ed in lui dobbiamo dire che non c’è così tanto francesismo. E’ per lo più un personaggio universale.

Quanto è stata per lei una sfida essere Clouseau?

Steve Martin: Per me è stato un onore, bisognava soltanto vedere come sarei diventato in questo ruolo. Credo che per Sellers fosse naturale essere quel personaggio, anch’io, quindi, avrei dovuto fare la stessa cosa per interpretarlo.

La pantera rosa


Avendo già interpretato il remake de Il padre della sposa, che rapporto ha per lei il cinema del passato con quello di oggi, e quanto esso influenza quello del presente?

Steve Martin: Esistono film come Casablanca, di cui il remake non potrai mai farlo, perché fanno parte del periodo in cui sono stati realizzati. Di film come Il padre della sposa il remake è già possibile, è soltanto un questione di cambio generazionale, ed anche questo The pink panther è stato fatto con l’idea di raggiungere gli spettatori di questa generazione, compresi quelli che non hanno mai visto un episodio de La pantera rosa.

Signor Reno, ormai spalla fissa di comici importanti come anche Roberto Benigni, quanto è importante il ruolo di spalla per un comico?

Jean Reno: Mi hanno proposto infinite volte sequel di altri miei film, anche a suon di milioni di dollari, ma io non ho mai accettato. Per quanto riguarda Roberto, io avrei accettato in qualsiasi occasione, anche solo per dare l’azione ai ciak.
Per me essere spalla vuol dire soprattutto conoscere una nuova persona che ti affianca, anche se fa parte del cinema americano fatto di fotografi e giornalisti che ti seguono dappertutto.
Io conosco anche persone potenti, come il capo della Sony, ma ci salutiamo come vecchi amici.
Le persone è bello conoscerle per amore e amicizia, non per soldi.


La pantera rosa


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(Martedì 28 Febbraio 2006)


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