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Deludente sequel del cult del 1994

Clerks II

Trama fragilissima e troppe gag


di Roberto Leggio


Dante e Randall… Ancora loro. Peccato però che la freschezza del loro primo “impiego” (risaliva al 1994) si sia, dodici anni dopo, cronicizzato e non faccia più clamore. I commessi sono ancora loro, quelli di quel piccolo store in cui si vende di tutto, si parla di tutto (nello specifico: sesso, cultura pop e dotte citazioni cinematografiche) e succede di tutto. Sono ancora loro che si sono portati dietro i problemi da adolescenti in quell’età che dovrebbe essere adulta. Sono ancora loro a fare la cartina al tornasole a questa (e anche quella di allora) controcultura americana, che sembra non maturare mai. Insomma sono ancora loro, con le facce un po’ più invecchiate, a far sembrare che l’amicizia (quella vera), si basi su beffe, goliardie e volgarità sempre più spinte. Ma a differenza dell’originale, il sequel di una delle più famose pellicole indipendenti, non si svolge più nel mitico Quick Stop, andato in letteralmente in fumo, ma in un fast food gestito da una bellissima ragazza che segnerà (alla fin fine) tutte le scelte di Dante, forse giunto finalmente alla maturità.


Poggiato su una trama sottilissima (Dante sta pianificando di sposarsi e trasferirsi in Florida, mentre Randall e tutta la solita parata di amici surreali, sta cercando di fargli cambiare idea), Clerks II , pur essendo ancora diretto da Kevin Smith (che si ritaglia come il solito la parte di Silent Bob), sembra essere scritto dalla mano sinistra dello stesso autore. Cosi il film perde quel geniale lirismo che l’aveva reso tale, concentrandosi più a strabordare in gag da minorati mentali, che giungere, attraverso i cambiamenti personali dei personaggi, al momento dei bilanci e delle decisioni. Non proprio facili, quando si tratta di ipotecare il proprio futuro in un mondo cambiato alla radice. Nel marasma farsesco si salva solo la citazione di Buffallo Bill del Silenzio degli Innocenti, così ironica e surreale da regale l’unico vero momento spassoso di tutto il film.

giudizio: *



(Venerdì 29 Settembre 2006)


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