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Nel centenario della nascita

Alberto Moravia e il cinema

Un contributo imponente al cinema italiano


di Pino Moroni


Alla Casa del Cinema di Roma, dal 15 al 22 maggio, si è tenuta una retrospettiva su Alberto Moravia, con 21 film, 16 ore di televisione, un convegno ed una mostra fotografica.
Moravia (1907-1990) ha scritto i suoi romanzi, racconti ed articoli a cominciare dal romanzo Gli indifferenti del 1929 fino a La villa del venerdì del 1990, ed è stato per decenni critico cinematografico del settimanale L’Espresso.
La sua presenza nel cinema italiano è però imponente proprio nella creazione di un numero quasi incalcolabile di pellicole.
È stata importantissima tanto come ispiratore che come scrittore, con i suoi romanzi. E poi Moravia è autore di una serie innumerevole di soggetti o di sceneggiature.
La rappresentazione che ha dato della società borghese, prima fascista con la sua assuefazione al regime, poi del dopoguerra con i disagi della prima democrazia, ed infine con l'alienazione degli anni del boom economico, ha contribuito al successo del cinema italiano nel mondo.
Il tutto condito con una forte carica di libertà sessuale e religiosa, che hanno fatto spesso censurare sia i suoi romanzi, sia i film da lui ideati.

Dal 1940 al 1950 partecipa, con la sua forte carica erotica, alle sceneggiature di film come Ossessione (1943) di Luchino Visconti e Sensualità (1952) di Clemente Fracassi.
Nel 1953, con Mario Soldati, prepara la riduzione del suo romanzo La provinciale, con Gina Lollobrigida, descrivendo l'ipocrisia borghese degli anni '50.
Partecipa alla sceneggiatura de La lupa (1953) di Alberto Lattuada.
Per Tempi nostri (1954) di Alessandro Blasetti, riduce il suo racconto "Il pupo" e poi da un altro suo racconto "Il fanatico" riduce sempre per lo stesso regista Peccato che sia una canaglia con la Lorene Mastroianni.
Sempre nel 1954, con Giorgio Bassani ed Ennio Flaiano, prepara la sceneggiatura del film di Luigi Zampa La romana con Gina Lollobrigida, tratto dal suo romanzo omonimo.
Nel 1955 da un suo soggetto (sceneggiato con Ennio Flaiano, Giorgio Bassani, Pier Paolo Pasolini, Florestano Vancini), Mario Soldati gira La donna del fiume, con Sophia Loren, sul lavoro usurante delle donne di Comacchio.

La sua raccolta più leggera di Racconti romani (1955) diventa film con la regia di Gianni Franciolini.
Da una sua idea, lo stesso regista trae il film brillante Racconti d'estate (1958), ad episodi, con Sordi e Mastroianni.
Negli anni '60 i suoi romanzi sono trasformati in film di successo, diretti dai migliori registi dell'epoca, ed interpretati dai più grandi attori del momento (Totò, Anna Magnani, Ben Gazzara, Sophia Loren, Jean Paul Belmondo, Brigitte Bardot, Michel Piccoli, Horst Buchholz, Bette Davis, Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Rod Steiger, J.L.Trintignat, ed altri ancora).
Sono i film della commedia all'italiana, i più agrodolci, i più impegnati, con una loro formula personale di successo sul mercato internazionale.
Risate di gioia (1960) di Mario Monicelli, è sceneggiato con Age e Scarpelli.
La ciociara (1960) di Vittorio De Sica, è sceneggiato da Cesare Zavattini e vede protagonista Sophia Loren, che ottenne l'Oscar per la migliore interpretazione.
La giornata balorda (1961) di Mauro Bolognini è tratto da uno dei "Racconti Romani".
Agostino (1962) di Mauro Bolognini è sceneggiato con Goffredo Parise da un suo romanzo.

Gli anni dal 1963 al 1970 sono quelli del successo intellettuale delle sue tematiche, che la generazione del malessere, dell'impegno e della contestazione, fa subito sue al pari di quelle di Jean Paul Sartre.

Vengono ridotti per lo schermo La noia (1963) di Damiano Damiani, con una crisi esistenziale nell'Italia del boom, Il disprezzo (1963), con la tragica incomunicabilità tra due coniugi nel mondo del cinema.

E poi Gli indifferenti (1964) di Francesco Maselli, con la rovina morale e materiale di una nobile conformista famiglia, che si lascia corrompere dalla nuova spietata borghesia rampante.

Ed infine il più riuscito Il conformista (1970) di Bernardo Bertolucci, uno dei migliori film del regista.

A partire dagli anni '80, Moravia trova un nuovo successo con altre riedizioni e riduzioni televisive: Le ambizioni sbagliate (1983) di Fabio Carpi, Gli indifferenti (1987) di Mauro Bolognini, La ciociara (1988) di Dino Risi ancora con Sophia Loren.
Poi La villa del venerdì (1992) di Mauro Bolognini, il remake de La noia (1998) di Cedric Kahn, e La provinciale (2006) di Pasquale Pazzessere, con Sabrina Ferilli.
Quelli sono anche gli anni di Moravia video-giornalista, con importanti testimonianze filmate per la televisione dalla Cina e dall'Africa.
Ma è sempre come autore "di storie" che lo scrittore Moravia rimane un monumento fondamentale nel cinema italiano, dagli anni '50 fino al termine del secolo. E non è ancora finita, nonostante la sua scomparsa, perché le sue tematiche - la noia, l'indifferenza, la disubbidienza, il disprezzo, il desiderio, l'erotismo - sono ancora attuali, e forse ancora di più, in questo incerto inizio di secolo che ha tanta nostalgia del ‘900.


I "non protagonisti"
Totò, Peppino e gli altri
L'Europeo monografico sulla commedia italiana
I "caratteristi" che hanno fatto grande la commedia italiana.

Uno dei migliori film ispirati da Moravia
Il conformista
Il capolavoro di Bertolucci ha ancora molto da dirci
I giovani, che oggi hanno più bisogno e bisogni, sono diventati i più sensibili al conformismo che paga. E sono già pronti a compiere ogni nefandezza.



(Martedì 5 Giugno 2007)


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