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Il garage del vicino è sempre più… interessante

Disturbia

Remake adolescenziale de La Finestra sul Cortile


di Roberto Leggio


Il cannocchiale sul garage del vicino… Se non vi ricorda niente allora cerchiamo di rispolverare la memoria magari sostituendo il garage con cortile, ed il gioco volendo è fatto. Se ancora non ci siete arrivati allora siete un po’ indietro con gli anni e non conoscete La Finestra sul Cortile di Alfred Hitchcock, capolavoro più volte riportato in auge, più o meno con lo stesso piglio di tensione.
Brian de Palma ci regalò Omicidio a Luci Rosse, poi ci fu un filmetto televisivo con Christopher Reeve, che sulla sua vera (purtroppo) sedia a rotelle, spiava le “vite degli altri” nel dirimpettaio condomino.
Tra Hitchcock e De Palma passano vent’anni, da De Palma a Reeve altri dieci, da Reeve a Disturbia, idem con patate. Nel senso che Disturbia, non è ne più ne meno che la versione giovanilistica del capostipite, con un adolescente agli arresti domiciliari con un cavigliera anti-fuga, al posto di un infermo (lo erano James Stewart e Christopher Reeve) e un attore guardone (nel film di De Palma). Il ragazzo per bene è un po’ frastornato dalla morte del padre e quindi, preso dal dolore picchia il suo professore di spagnolo che lo denuncia. Dato che siamo in America, dove ancora le regole del rispetto tra insegnanti e allievi vengono rispettate, il giovanotto si ritrova recluso in casa senza internet, playstation, televisione spazzatura e qualsiasi altra “droga” tecnologia. Si munisce di un grosso binocolo e si mette a spiare i vicini. Naturalmente di fronte abita la bella di turno (che poi diventerà la sua fidanzata), un ometto che passa il tempo a falciare il giardino, ed il taciturno Mr. Turner, al quale la materia femminile sembra piacere moltissimo. Va da se che dopo un paio di sbirciatine, il nostro si convince che Mr. Tarner possa essere il serial killer di cui tanto parlano in TV…


Non serve dire come andrà a finire, tanto lo sappiamo da quarant’anni, ma se la tensione di otto lustri fa cresceva passo passo con la paranoia del protagonista, oggi tutto sembra appiattito ad un semplice gioco al gatto con il topo, con qualche brividino al momento giusto (tanto per ricordarci che si tratta di un thriller).
Peccato perché qualche buona idea D.J. Caruso, regista che viene dalla televisione (e si vede), cerca di mettercela (l’espediente della telecamera, ad esempio). Peccato però che tutte le idee valide siano state giostrate negli anni da registi molto più capaci. A salvare capra e cavoli e dare al film un minimo di serietà ci pensano gli attori, bravi a reggere la trama fino alla fine. Carrie-Anna Moss nel ruolo della mamma un po’ stronza ed incapace di comprendere le paranoie esistenziali del figlio; David Morse, nel ruolo dello psicopatico ammazza bellezze e Shia LeBouf, adolescente in ascesa rapida (interpreterà il giovane Indiana Jones). Triade assortita che forse verrà riciclata per un’alto remake aggiornato, speriamo migliore…

giudizio: *



(Martedì 14 Agosto 2007)


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