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Il settimo film di Salemme riconferma la sua cifra

SMS Sotto mentite spoglie

Commedia degli equivoci sui tradimenti


di Oriana Maerini


Dopo il malriuscito “Cose da pazzi”, Vincenzo Salemme torna, per la settima volta, dietro la macchina da presa per dirigere una commedia che non è tratta da una sua opera teatrale.
Sms – Sotto mentite spoglie, è un film che basa la sua trama su un errore molto comune al tempo della comunicazione via cellulare: l’invio di un Sms ad un destinatario diverso. “L’idea – chiosa Salemme mi è venuta mentre scrivevo un messaggio con il mio cellulare. Ho pensato che se l’avessi inviato ad un destinatario diverso avrei potuto creare imbarazzo”.
E da un’idea semplice e quasi banale il talentuoso autore teatrale (meno efficace dietro la macchina da presa) imbastisce una pellicola leggera e senza pretese che fa ridere o sorridere della mania degli italiani (maschi e femmine) per i tradimenti extraconiugali.
Il film narra delle vicissitudini amorose che accadono a Tommaso Lampedusa Vincenzo Salemme, un avvocato felicemente sposato con Serena da circa 18 anni, a causa in sms inviato per errore. Il messaggio di Tommaso, diretto alla moglie, è la risposta ad un gioco amoroso iniziato per vivacizzare il rapporto di coppia. Per sbaglio il messaggio arriva, invece, a Chiara (Luisa Ranieri) la giovane e bellissima compagna di Gino (Giorgio Panariello), collega e amico di Tommaso.
Salemme ha il merito di riuscire a mixare bene le varie comicità regionali: quella toscana di Paniarello, quella romana di Enrico Brignano e quella partenopea del regista stesso. Forse era dai tempi di “Non ci resta che piangere” (anche se il paragone è molto improbabile) che la comicità toscana non duettava con quella napoletana in termini così stretti.
Salemme mostra, poi, di avere un grande fiuto per il cast e riesce dove pochi registi di commedie osano: esaltare i ruoli femminili. Soprattutto quello destinato a Luisa Ranieri che ci regala la sorprendente interpretazione di una figura inedita di donna giocherellona che tradisce il suo uomo con estrema leggerezza e senza sensi di colpa.
Insomma questo ultimo prodotto salemmiano è la solita commedia ben costruita ma senza infamia e senza lode che ha il pregio di regalare novanta minuti di leggerezza ad un pubblico non troppo esigenze.
E non è poco.

giudizio: **




(Martedì 16 Ottobre 2007)


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