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YIN

Rita Rusic

Da "Ape Regina" ad impiegata


di Oriana Maerini


L'ex regina del cinema italiano è saggia e YIN. Rita Rusic croata di nascita, che, debuttando nel mondo dello spettacolo come fotomodella per Telemarket si era lanciata, poi, nella carriera di attrice (al fianco di Diego Abatantuono nel film "Attila flagello di dio") e aveva sposato il produttore conoscuto su quel set, ritorna ora al cinema compiendo un atto di umiltà. Aveva buttato tutto alle ortiche dopo la separazione da Vittorio Cecchi Gori reinventandosi una carriera da rock star con la bandana in testa. Un colpo di spugna sul passato ingombrante che le ha regalato tantissimi successi in veste di talent scout e first lady del produttori cinematografici (la stagione 97-98 con il Ciclone, La vita è bella e Fuochi d'artificio fruttò 230 miliardi di lire al botteghino). Dopo un periodo YANG di beghe famigliari, ripicche per la spartizione di ville e gelosie per la nuova partner dell'ex marito, la bellissima Rita ha ritrovato la serenità e la natura YIN di una donna che sa ottenere senza pretendere.
Risorge dalle ceneri come l''Araba Fenice nelle modeste vesti di produttrice esecutiva per la neonata casa di produzione di Cecchi Gori, la New Fair. Caparbia e grande lavoratrice si è già buttata anima e corpo nel nuovo progetto: il primo film da regista di Federico Moccia dal titolo Scusa ma ti chiamo amore.
Sono diventata una dipendente del mio ex marito e non me ne vergogno - ha recentemente dichiarato l'avvenente signora -
Lavoro, a progetto, per la sua società. Ora mi rimetto in pista da dove ho lasciato, anche se non è come prima.
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E' una donna vincente perchè è riuscita a rientrare nella sua casa, a fianco al suo passato: Dietro la scrivania di mio marito mi sento ospite ma sono felice, sono circondata da cose che fanno parte del mio passato. E' talmente YIN che riesce a perdonare anche chi, come Pieraccioni, sembra averla dimenticata nonostante lei si stata l'artefice del suo successo. Del mio rientro al cinema sembra non importare nulla a nessuno, neppure a Leonardo. Ognuno per la sua strada, senza rancore.
Ma c'è da aspettarsi che, cammuffata da impiegata, come un'abile infiltrata, riesca a guadagnarsi nuovamente il ruolo preponderante che le è consono.
I progetti della signora Rusic sono infatti tanti: dopo il film di Moccia ha in mente un film tratto dal romanzo di Skarmeta: Il ballo della vittoria.
E, come tutte le donne YIN, belle e malinconiche (Io non conosco l'amore degli uomini - dice) scrive racconti d'amore sdolcinati sul settimanale Chi che saranno raccolti in libro da Mondadori.
Donne YANG sempre in guerra con gli ex prendete esempio da lei: la dolcezza e l'umiltà premieranno sicuramente l'ex lady di ferro dei produttori cinematografici.









(Mercoledì 31 Ottobre 2007)


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