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Dal mondo dei videogiochi al grande schermo

Max Payne

Mediocre action movie che non imita lo stile di John Woo


di Mirko Lomuscio


Direttamente dal mondo dei videogiochi arriva nelle sale cinematografiche italiane la trasposizione cinematografica di Max Payne, forse il migliore sparatutto tra i videogame, con il granitico Mark Wahlberg (The diparte-Il bene e il male) nei panni del protagonista ed il mestierante John Moore (Omen-Il presagio). dietro la macchina da presa. La trama è ambientata in una New York avvolta dalle tenebre e l’umidità, dove Payne, afflitto della perdita di sua moglie e sua figlia, ambedue brutalmente uccise, indaga senza sosta su chi possa aver compiuto tale gesto. Jack Lupino (Amaury Nolasco) sarà l’uomo da trovare, colui che si è macchiato di sangue più di una volta tra le strade della città. Ma sotto c’è qualcosa di più, una droga chiamata Valchiria che porterà Payne verso la verità, sull’omicidio dei suoi cari e sul marcio che gira nel distretto di polizia. La vendetta è vicina e la resa dei conti non si farà aspettare.



Chi conosce bene il videogioco di Max Payne sa benissimo a cosa si pretendesse di andare incontro nel caso ci fosse stata una trasposizione cinematografica: ritmo e spettacolarità alternati al mistero e all’atmosfera dark.
Ora i secondi elementi non mancano del tutto, perché tutta la prima parte del film di Moore è una continua indagine pervasa da questo alone oscuro che attinge da Sin city e Il corvo ,purtroppo questo tratto del lungometraggio in questione è gestito in modo alquanto piatto e poco coinvolgente.
Chi si aspettava azione allo stato puro rimarrà deluso, anche perché le vere sequenze action arrivano dopo un tre quarti d’ora scarsi, e come se non bastasse non ripagano della noia che pervade tutta la prima parte.
Il regista Moore azzarda a spettacolarità e ralenty ma si scorda lontanamente di ispirarsi almeno ad il regista punto di riferimento del videogame:stiamo parlando naturalmente di John Woo.
Max Payne non ha nulla della poetica del noto regista hongkonese, per non parlare delle sparatorie che azzardano a movimenti di macchine vertiginosi e immagini ultra rallentate a casaccio, tanto per poter dire così che è tratto da un videogioco. Wahlberg recita imbronciato per tutta la durata cercando di dare realismo al suo personaggio, ma nulla può se i risultati registici sono questi, mentre tra i comprimari vediamo due volti ritrovati come quelli di Chris O’Donnell (Batman forever) e Beau Bridges (I favolosi Baker) affiancati dall’affascinate presenza di Olga Kurylenko (Hitman-L’assassino), attuale Bond girl in Quantum of solace.
Bisogna ammettere che però è un vero peccato che questo Max Payne sia così malriuscito, perché le premesse per un action degno di nota c’erano tutte e nonostante la buona fotografia di Jonathan Sela (Omen-Il presagio) il film non va oltre la mediocrità.
A questo punto c’è davvero da chiedersi amareggiati: ma perché non hanno chiamato John Woo a dirigerlo?

giudizio: *

Dal videogioco al film
Max Payne
Nelle sale dal 17 ottobre



(Venerdì 28 Novembre 2008)


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