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Un "restyling"della famosa serie.

Fast & Furious - Solo parti originali

Torna il cast orginale con Vin Diesel, Paul Walker e Michelle Rodriguez


di Mirko Lomuscio


Ritorno in grande stile per la serie Fast & furious, questo quarto capitolo non bada a spese e ripropone per i suoi fan gli interpreti principali del capostipite, a partire dal ripescaggio di Dominic Toretto, icona tamarra interpretata dal nerboruto Vin Diesel (XXX).
Ad affiancarlo in questa nuova avventura ci sarà di nuovo l’agente in incognito Brian O’Conner (Paul Walker), il quale si troverà invischiato in un losco giro di droga, che coinvolge l’ordine pubblico di Los Angeles e che lo vedrà alla caccia del misterioso trafficante denominato Braga.
Dominic e Brian si uniranno nella lotta contro questo potente uomo d’affari e la loro indagine avrà inizio proprio dove tanto tempo fa era cominciata la loro travagliata amicizia: nel mondo delle corse clandestine.
Dopo una modesta trilogia basata sulla bellezza delle auto modificate e il rombo dei loro motori, ai produttori di Fast & furious (tra i quali va rilevato il nome di Neal H. Moritz) è venuta l’idea di ricominciare tutto come prima, usando nuovamente i volti che avevano lanciato con successo questo noto franchise.



Il film è una sorta di restyling, termine tanto di moda in questi anni cinematografici, con intrecci nuovi ma con volti vecchi della famosa serie.
Nonostante la semplicità della trama, che un po’ prende dal capostipite un po’ dal secondo capitolo (per non parlare di un colpo di scena preso dal Miami Vice di Michael Mann), il film non decolla mai, anzi per essere più in tema non accelera mai. Non che sia noioso, anzi la spettacolarità non manca (il furto ad apertura film è notevole), ma Fast & furious-Solo parti originali ha tutto l’aspetto di quei sequel realizzati per motivi commerciali. Tutto è superficiale e la struttura della trama tende a voler meravigliare con colpi di scena inaspettati, ma alla fine neanche troppo significativi, e il regista Justin Lin (riconfermato dopo il terzo capitolo The fast and the furious:Tokio drift) con pilota automatico, ed un fare abbastanza anonimo, trascina la storia facendo sfoggiare le reazioni più tipiche di ogni singolo personaggio.
Ed è così che vediamo un Diesel sempre incavolato col mondo che, tra una scazzottata e una corsa in macchina, si fa domande filosofiche affiancato dal belloccio Walker (Flags of our fathers) e dalle poco utili presenze femminili di Michelle Rodriguez (Resident evil), che appare nel film per una manciata di minuti, e di Jordana Brewster (The faculty), il cui personaggio poco ha da dire nei confronti della storia.
C’è da notare che lo sceneggiatore Chris Morgan (Wanted-Scegli il tuo destino) si è dato poco da fare in fase di scrittura, magari pensando che un prodotto del genere non avrebbe avuto bisogno di chissà quale grande operazione in riguardo.
Su questo si potrebbe anche essere d’accordo, ma non basta richiamare il cast originario per poter dar lustro alla saga di Fast & furious, a meno che questi non siano sfruttati nel modo giusto.
In fondo le vere protagoniste del film sono le onnipresenti e potenti auto da corsa.


giudizio: *


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(Giovedì 16 Aprile 2009)


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