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Deludente sequel del fortunato omonimo film

Notte al museo 2 - La fuga

Ben Stiller ancora protagonista


di Mirko Lomuscio


Una notte al museo bissa. Dopo l’enorme successo del primo capitolo ecco spuntare nelle sale puntualmente un sequel, diretto dal medesimo regista, Shawn Levy (La pantera rosa), ed interpretato dallo stesso cast, dove c’è sempre Ben Stiller (Ti presento i miei) come protagonista.
E’ passato del tempo ormai e Larry Daley (Ben Stiller), che non è più il guardiano notturno del famoso Museo di Storia Naturale ma è diventato un uomo di successo, autore di curiose invenzioni casalinghe.
I suoi vecchi amici di lavoro, cioè le attrazioni del museo stesso, sono stati trasferiti negli scantinati dello Smithsonian di Washington DC e la cosa ancor peggiore è che qui i nostri faranno la conoscenza del faraone egizio Kahmunrah (Hank Azaria) che una volta risvegliatosi ha la prepotente voglia di dominare il pianeta.
Sarà Larry a fermare il cattivo ed a vivere un’altra notte di fantastiche avventure, tra glorie del west e terribili conoscenze della storia umana che si trovano dietro le porte dello Smithsonian.


Sequel poco accattivante, Una notte al museo 2-La fuga è solo un pretesto per rivedere all’azione i protagonisti del capostipite di successo che tanto piacque al pubblico di giovanissimi.
E sarà proprio per il fatto che questo film è indirizzato ai più piccini che è stato trattato con un'eccessiva semplicità.
Difatti il film si regge su una trama quasi inesistente che serve a raggruppare più personaggi storici possibili, ognuno col suo bagaglio di simpatia, che poco serve alla salvezza dell’intero prodotto.
I due sceneggiatori Robert Ben Garant (Balls of fury) e Thomas Lennon (New York taxi) evidentemente hanno avuto poca voglia di portare linfa nuova nella trama, stendono uno script senza capo ne coda, privo di ogni logica e farcito di nuove sagome storiche come Al Capone, Napoleone e Ivan il terribile.
Non aiuta molto la regia di Levy che, con dovizia da mestierante, trascina lo stanco Una notte al museo 2-La fuga in una narrazione fatta di gag poco divertenti e con una morale filo americana. Neanche Stiller, qui in un’interpretazione meno sfigata del solito, riesce a dare una dimensione comica adeguata. Il resto dei suoi comprimari sono i soliti volti della sua factory (Azaria, Steve Coogan, Owen Wilson, Jonah Hill, Bill Hader), si diverte a spese del pubblico che alla lunga si annoia alla visione di questo sequel pasticciato.
Notevole giusto Amy Adams (Il dubbio), che qui ricopre il ruolo dell’aviatrice americana Amelia Eararth, in una parte piacevole quanto basta. La presenza della star Robin Williams (Jumanji), che ritorna nel ruolo del residente Teddy Roosevelt si riduce ad un piccolo cammeo. Colpo di grazia alla malriuscita del film un pessimo doppiaggio italico che, con riferimenti a Berlusconi e a Totti e l’utilizzo a sorpresa di un dialetto napoletano inadeguato, si guadagna lo scettro di uno dei peggiori adattamenti dei dialoghi nella storia del doppiaggio.

giudizio: *




(Lunedì 25 Maggio 2009)


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