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I Vanzina ci riprovano con il "cinecocomero"

Un'estate ai Caraibi

Vacanza esotica per un cast importante


di Elena Nesti


Un film “pegno”: vinta la scommessa dello scorso anno con Un’estate al mare di trovare spazio di mercato per presentare un film a giugno, ovvero quando la stagione cinematografica sembra ormai conclusa, i fratelli Vanzina si vedono obbligati a bissare con Un’estate ai Caraibi, nella sale dal 12 giugno. Con l’appoggio della stampa, che lo scorso anno ha dato il suo benestare all’esperimento, che aiuta l’industria cinematografica a “decongestionare” durante l’anno le uscite dei film. La scelta dell’ambientazione esotica non è quindi casuale, bensì risponde all’impossibilità di girare nei mesi invernali in Italia.
Nell’epoca in cui si “sceneggiano contratti”, i Vanzina riescono a montare quattro episodi in uno stile tra commedia degli equivoci e pochade. Una scrittura “di servizio”, o per dirla in maniera edulcorata, in funzione degli attori scelti in fase di produzione; non male se si può contare su professionisti come Gigi Proietti , che dovendo per forza essere all’altezza del personaggio farsesco da lui creato nello scorso film, impersona qui un poveraccio fuggito dall’Italia per debiti, il quale instaura con un bambino di colore un sodalizio truffaldino e sentimentale “alla Chaplin”. Una coppia inedita comica invece quella tra Carlo Buccirosso ed Enrico Bertolino, come quella tra Enrico Brignano e Maurizio Mattioli, che fanno funzionare rispettivamente una macabra peripezia dovuta a una finta morte e una finta omosessualità (che finirà con scomodare niente meno che la figlia del signor Ikea), e un classico rapporto padrone-subordinato a citazione della commedia all’italiana classica di Risi o Scola. Ad Antigua non arrivano però solo aerei da Pavia e da Roma : la Toscana (un livornese e un pisano insieme in un duo comico non si erano mai visti) rappresentata dall’irrefrenabile Paolo Ruffini, Paolo Conticini e Martina Stella, protagonisti di un intreccio di stile molto giovanilista americano; e non ultima Napoli, da cui un dentista (Biagio Izzo) arriva con l’amante (Alena Seredova) e ha persino l’occasione di prestare soccorso dentistico a un Berlusconi in vacanza, al quale non si sa chiedere altro se non telefonate a sorpresa alla propria moglie e favori di calciomercato. .


I Vanzina cercano di accontentare diversi tipi di pubblico, lo stesso abituato ai cinepanettoni di De Laurentiis, con un cinecocomero estivo, che ha sicuramente molto delle commedie corali degli anni ’50. Tocco vincente l’esotismo che va a condire i tiranti drammaturgici fatti di soldi, sesso e successo. Gli attori, tutti felici di aver partecipato a un prodotto dal gusto popolare (anche se la sostanza lo è un po’ meno : 5 milioni di euro il costo di produzione) di voler far sorridere la gente, nonostante la citata e ri-citata crisi, che da quanto afferma Proietti nel film arriva anche ai Caraibi.

giudizio: ** e 1/2



(Martedì 9 Giugno 2009)


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