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A Roma, sulla terrazza del Belvedere

Il miglior Marlowe

Dick Powell, il primo Marlowe dello schermo


di Pino Moroni


Per chi ha avuto la fortuna di conoscere l’investigatore privato Philip Marlowe, prima attraverso l’interpretazione di Humphrey Bogart (Il grande sonno, 1946 di Howard Hawks) e poi di Robert Mitchum (Marlowe, il poliziotto privato, 1975 di Dick Richards e Marlowe indaga, 1978 di Michael Winner) cercherà sempre di attribuire ad uno dei due attori il ruolo di migliore interprete del detective creato da Raymond Chandler.
Ma al rassegna del Belvedere, una terrazza a Roma sul Colosseo, quest’anno ho potuto rivedere -per il ciclo “Le signore del Noir”- quel terzo interprete importante di Marlowe, che sembra meglio corrispondere alla tipologia creata da Chandler: Dick Powell ne L’ombra del passato (1945) di Edward Dmytryk.
Il film è la trasposizione del romanzo “Addio, mia amata”, e la sceneggiatura è stata approvata dallo stesso Chandler; in verità da quel romanzo era già stato fatto un film, La rivincita del Falco (1942) di Irving Reis, con George Sanders, che però si faceva chiamare “Il falco”, ed era soltanto un episodio di una serie.
Dick Powell non era l’Uomo ombra, come molti continuano a credere, equivocando fra i due attori Dick Powell e William Powell. L’Uomo ombra, è un personaggio di investigatore creato invece da Dashiell Hammet ed interpretato con molto umorismo elegante da William Powell, l’attore coi baffetti che faceva coppia con Myrna Loy.

Dick Powell


Dick Powell invece, nato nel 1904, era stato cantante nei film musicali degli anni ’30, poi negli anni ’40 si era trasformato nel prototipo del rude, elegante e disincantato interprete di film movimentati ed avventurosi. Ecco il perché di questa scelta per il primo Marlowe sullo schermo.

Un anno dopo Humphrey Bogart, che aveva interpretato il ruolo dell’investigatore Sam Spade ne Il mistero del falco (1942) diretto da John Huston, viene scelto da Howard Hawks per la trasposizione de “Il grande sonno” di Raymond Chandler. Bogart approfitta della sua prima caratterizzazione da investigatore spavaldo –Sam Spade- e arricchisce il personaggio di Philip Marlowe con notazioni personali (impermeabile, sigaretta, andatura posata, recitazione sospesa, mentalità superiore alle difficoltà, a tutto e tutti). Non è il detective Marlowe, ma un ‘mito’del personaggio Marlowe, vincente in un mondo che doveva essere affrontato con estrema durezza. È il dopoguerra dei pochi ricchi e dei tanti poveracci, che avevano bisogno di un esempio “eroico” per affrontare le difficoltà della vita di tutti i giorni.

Humphrey Bogart


Rivedendo invece L’ombra del passato, si capisce che Dick Powell si immerge nel personaggio di Marlowe in maniera misurata, realistica e meno caricata. È veramente il detective di Chandler, travolto dagli eventi.
Picchiato ripetutamente, e drogato contro ogni sua volontà. Con quelle riflessioni su quel grande vuoto che si chiude su di lui, ed il buco a spirale che lo inghiotte.
Questa magnifica scena di delirio, profondo e psicanalitico, rammenta il realismo fantastico di Io ti salverò (Spellbound, 1945) e poi di Vertigo (La donna che visse due volte, 1958) di Alfred Hitchcook.
Ma è anche l’uomo elegante, con giacca, cravatta, fazzolettino, scarpe lucide, feltro alle ventitre, che con passo sciolto traversa le strade di shopping per andare a trovare i suoi ricchi clienti. Laureato e sobrio, intelligente ed umano.

Robert Mitchum


Tutto diverso da un altro Marlowe, più vicino ai nostri tempi: Robert Mitchum, che si trascina nella stessa trasposizione di “Addio, mia amata” (Marlowe, il poliziotto privato, 1975). Trasandato, distrutto e ubriaco, in ambienti deprimenti e di basso rango. Un’impostazione diversa del “loser”, il perdente idealista che non si vuole piegare al marciume di una società corrotta. Un eroe romantico che ha vissuto una vita nel giallo ed ora è troppo vecchio e stanco. Ma, pieno d’esperienza, di questa si fa vanto e con fatica, contro tutte le corruzioni, arriva comunque a risolvere il caso.

Fra tutti gli altri interpreti di Marlowe (nove film dal 1945 al 1998, l’ultimo Omicidio a Poodle Springs di Bob Rafelson con James Caan), il più discusso è quello di Elliot Gould nel Lungo Addio di Robert Altman. Su Marlowe – Chandler è passata la contestazione e sono arrivati gli hippies: un creativo Altman si diverte (seriamente) a demolire le regole del cinema classico di Hollywood. Un Marlowe fortemente infedele, e completamente riuscito.

Elliot Gould


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(Martedì 28 Luglio 2009)


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