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Un uomo solo contro la Ford

Flash of Genius

La caparbietà dell’homo americanus


di Roberto Leggio


Cosa è un lampo di genio? E’ quel momento esatto in cui una intuizione può cambiare per sempre il corso degli eventi. Tutte le invenzioni, ad esempio, sono il frutto di una illuminazione momentanea del cervello. Attimi memorabili che hanno aiutato il progresso a migliorarsi e ha facilitare la nostra vita. Spesso però le geniali intuizioni, non hanno aiutato l’inventore. Anzi, spesso egli è stato deriso, o peggio non preso in considerazione. Se non addirittura defraudato della propria genialità. Ed è proprio quello che capita ad un professore universitario, che prendendo spunto dal ritmico battere delle ciglia, inventa tergicristallo ad intermittenza. Cioè quell’optional attualmente montato su qualsiasi macchina esistente sul pianeta.



Conscio di aver progettato qualcosa di talmente innovativo che migliorerebbe la guida a milioni di utenti durante le intemperie; il professore si mette in testa di vendere il brevetto alla Ford (e di conseguenza alla sua consorella Crysler), ma prendendosi il lusso di produrlo da sé, con la sua numerosa famiglia. Il problema è che la Ford non è della stessa idea. Così la multinazionale, forte della sua esperienza nella produzione di automobili (sempre all’avanguardia), beffa il “piccolo americano” non acquistandogli il prototipo e non riconoscendogli la paternità dell’idea. Sbugiardato e annichilito nell’onore, l’uomo inizierà, una guerra legale che durerà dodici anni, nei quali perderà l’affetto della moglie ma non quella dei figli.



Essendo tratto da una storia vera, Flash of Genius, presuppone che la vicenda sia andata così. Ma è proprio la messa in scena un po’ stucchevole a non convincere del tutto. Alla fine, pur parteggiando per il protagonista, il film non racconta niente di nuovo che non l’avessero fatto altri storie del genere. Dopo un po’ viene in mente Tucker di Coppola, anche se li la vicenda era del tutto diversa, sebbene narrava di un uomo che non riuscì a mettere in catena di montaggio la macchina per tutti. Così assistiamo ad un convenzionale legal-biopic, che ha proprio il suo punto di forza nella seconda parte, quando l’uomo tutto solo si autodifenderà in tribunale contro il Golia dell’automobile. Che finisca bene o male, al limite non interessa più di tanto (ad ogni modo già dopo una mezzora sappiamo come si chiuderà la vicenda), piuttosto è importante vedere come la caparbietà del singolo può vincere contro i mulini a vento. Ma si tratta di un caso su un milione. Se lo sceneggiatore Philip Railsback cercava la metafora dell’incrollabile sogno americano (e che la giustizia è davvero uguale per tutti) ci riesce a metà, merito anche della regia anonima di Marc Abraham che non trova guizzi eccessivi per accelerare la narrazione. Buona invece l’interpretazione di Gregg Kinnear, per una volta protagonista assoluto, che da corpo e anima all’omino americano sicuro fino alla morte di essere nel giusto.

Giudizio **




(Venerdì 7 Agosto 2009)


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