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Esordio al cinema di Checco Zalone

Cado dalle nubi

Divertente commedia con comicità politicamente scorretta


di Mirko Lomuscio


Famoso al pubblico italiano per le sue esilaranti performance al programma televisivo Zelig, Checco Zalone, all’anagrafe Luca Medici, approda nelle sale cinematografiche con un film tutto suo intitolato Cado dalle nubi, per la regia dell’esordiente Gennaro Nunziante ( sceneggiatore per Alessandro D’Alatri nonché attore in Casomai).
La storia ha inizio in quel di Puglia dove vive il nostro Checco, un giovane di belle speranze appassionato di musica ed innamorato perdutamente della sua fidanzata Angela (Ivana Lotito). In verità però lei ha intenzione di volerlo mollare, con la motivazione che da quando sono assieme Checco non riesce a farsi una posizione lavorativa vera e propria.
Una volta rimasto solo il nostro, chitarra alla mano e tanta voglia di voler sfondare nel mondo della musica, si trasferisce a Milano in casa di suo cugino Alfredo (Dino Abbrescia), quarantenne che nasconde segretamente la sua omosessualità e che vive con l’amante Manolo (Fabio Troiano).
In questa nuova città Checco conoscerà Marika (Giulia Michelini), una ragazza che fa volontariato per la chiesa e che farà perdutamente innamorare il giovane pugliese, il quale saprà solo combinare una serie di situazioni imbarazzanti grazie alla sua esuberanza.



Ennesimo esordio di un cabarettista italiano nel mondo del cinema, Cado dalle nubi è una commedia piena di momenti esilaranti dovuti alla particolare comicità di Zalone.
Il film in questione difatti è un pretesto per mettere in scena il meglio del noto menestrello di Zelig che, col suo repertorio di canzoni demenziali, sfoggia con bravura una comicità dissacrante e divertente. Oltre a questo, quello che più colpisce di Cado dalle nubi è l’utilizzo di un certo politicamente scorretto non molto comune nel cinema comico italiano attuale.
Nel film il noto comico Zalone, assieme al regista, col quale ha scritto anche la sceneggiatura, da grande sfogo a battute e situazioni che mettono alla berlina temi reali come il razzismo, l’omosessualità, la droga e la mediocre ideologia televisiva di oggi.
Gli elementi citati fanno di questo film un qualcosa di diverso da ciò che siamo abituati a vedere in sala. Certo non è un capolavoro, ma almeno diverte in modo diverso, azzardiamo intelligentemente, e senza far uso a volgarità gratuite. Sfoggia un graffiante sarcasmo di fondo non indifferente, proprio come una volta sapevano fare i fratelli Farrelly.
Da non sottovalutare la validità degli attori che, oltre all’esilarante presenza del protagonista, può far affidamento a comprimari bravissimi come la coppia gay interpretata da Abbrescia (2061-Un anno eccezionale) e Troiano (Il giorno più bello), senza escludere la giovane Michelini (Ricordati di me), auto ironica quanto basta nel ruolo della dolce ragazza da sposare.
Come prima esperienza cinematografica si può dire che Zalone abbia fatto centro. Speriamo che in futuro non perda il suo sarcastico modo di far ridere le grandi masse, perché questo è il suo asso vincente.

giudizio: * * 1/2



(Giovedì 26 Novembre 2009)


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