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Canto di Natale di Dickens riletto da Zemeckis

A Christmas carol

Racconto natalizio con atmosfere gotiche


di Mirko Lomuscio


Robert Zemeckis (Forrest Gump) non demorde. Dopo aver dato alla luce un paio di film in completa performance capture (sistema d’animazione che consente di utilizzare le fattezze di un attore in carne ed ossa) come The polar express e La leggenda di Beowulf, continua sulla stessa linea e, in quest'ultimo film, continua ad utilizzare la stessa tecnica.
Stavolta ad essere preso in esame è il più famoso racconto di Natale che si sia mai realizzato: l’immortale Canto di Natale di Charles Dickens.
Ad interpretare il leggendario tirchio per eccellenza Ebenezer Scrooge è niente di meno che la star comica Jim Carrey che, grazie alla citata tecnica d’animazione, ricopre altri ruoli come quello dei fantasmi del Natale passato, futuro e presente.
La trama narra le vicende di Scrooge, ricco uomo d’affari potente e ricco che non ha la benché minima idea di cosa voglia dire essere felici.Nonostante l’incitamento di suo nipote Fred (Colin Firth) e del suo dipendente contabile Bob Cratchit (Gary Oldman), il vecchio avido non vuole proprio saperne di passare la vigilia di Natale nel modo più allegro, convinto sempre più che sia un giorno come tanti e nulla più.
Ma nella notte stessa qualcosa di molto spaventoso gli capita tra le mura di casa: Scrooge riceve all’improvviso la visita del fantasma del suo vecchio socio in affari Joseph Marley (Oldman), tornato dall’aldilà per avvertirlo sull’arrivo imminente di tre fantasmi che lo convinceranno a cambiare idea su ciò che ha sempre malamente pensato. Ed in effetti i tre spettri non tarderanno a farsi vivi, trascinando Scrooge in un’avventura fantastica tra passato, presente e futuro. Ma sempre in tempo per elogiare l’importanza delle festività natalizie.


Le premesse del film erano buone e la tecnica d’animazione è abbastanza accattivante ma i virtuosimi tecnici non bastano a trascinare lo spettatore in un'atmosfera magica degna della storia. A Christmas carol è un’occasione realizzata a metà. Da segnalare la visione continuamente nera e altamente spettrale che pervade l’intera pellicola e contrasta un po’ con il contesto natalizio del racconto.
Per un’ora e mezza assistiamo ad una fedele trasposizione di Canto di Natale senza respirare quell’aria natalizia di cui avrebbe avuto bisogno, salvo che nello strafamoso finale qui ben condensato dalle musiche di Alan Silvestri (Chi ha incastrato Roger Rabbit).
Carrey abbastanza sprecato per lo più, penalizzato da uno script (ad opera del regista stesso) che poco approfondisce il personaggio di Scrooge e la storia della sua vita. Nonostante tutto A Christmas carol è sempre un ottimo prodotto filmico in grado di piacere anche agli spettatori più esigenti. Da sottolineare, però, che, in quanto a viaggi nel tempo, Zemeckis ha detto meglio la sua con Ritorno al futuro e che la migliore trasposizione filmica del racconto di Dickens rimarrà sempre quella targata Disney (che qui distribuisce) con Topolino e company protagonisti.

giudizio: * *



(Giovedì 3 Dicembre 2009)


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