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L'ultimo film di Pupi Avati

Il figlio più piccolo

Scopre il lato amaro di Christian De Sica


di Mirko Lomuscio


Il merito maggiore de Il figlio più piccolo, ultima fatica cinematografica di Pupi Avati, è quello di aver trasformato Christian De Sica da attore comico di cinepanettone ad interprete di un personaggio amaro che di ironico non ha nulla. Del resto non è la prima volte che Avati lavora con De Sica (lo diresse più di trent’anni fa in Bordella) ma qui il regista riesce ad ottenere dall'attore una recitazione che sfoggia il suo lato melodrammatico a tinte leggere, senza rinunciare ad alcune sfumature ciniche. La trama narra la vicenda dell’uomo d’affari Luciano Baietti (De Sica) che, sposatosi nel 1992 con Fiamma (Laura Morante), l'ha lasciata per intraprendere una scalata nel settore immobiliare, abbandonado anche i due figli Paolo (Marcello Maietti) ed il timido Baldo (Nicola Nocella). Ora Luciano è prossimo ad un crack finanziario e, per rimediare alla disfatta economica accetta il suggerimento del suo socio Sergio Bollino (Luca Zingaretti). Non si fa scrupoli, quindi, di coinvolgere il figlio più piccolo, ignaro della realtà, nominandolo erede di un'impero di debiti.



Il racconto di Avati sfoggia il massimo del cinismo mostrando il lato nero degli affaristi che, rinchiusi nei loro palazzoni di cemento e allontanandosi dall’affetto di altri luoghi, la famiglia in primis, vanno fieri del loro essere freddi e calcolatori. Sul piano della recitazione va segnalata l'ottima interpretazione di Zingaretti, che più di tutti ruba la scena nel ruolo del colto Bollino, senza però dimenticare il riuscito apporto dell’esordiente Nocella, studente diplomatosi da poco alla Scuola Nazionale di Cinema di Roma.
La Morante è, incastrata, invece, nel solito ruolo di donna ipersensibile, ansiosa e nevrotica. Partecipazione speciale di altri comprimari come Sydne Rome (Il nascondiglio), Massimo Bonetti (Il lupo), Pino Quartullo (Quando eravamo repressi) e il cabarettista Maurizio Battista, qui al suo esordi cinematografico. Sul piano tecnico si segnala qualche defaillance come l’utilizzo dei fondali in macchina che sgranano indecentemente. Per il resto il film del prolifico regista bolognese e l'ennesimo prodotto "avatiano" ben raccontato e recitato che non riesce mai, però, a toccare alti livelli cinematografici.

giudizio: * *

Esce dal Cinepanettone grazie a Pupi Avati
Christian De Sica
Ruolo drammatico nel film "Il figlio più piccolo"
La pellicola chiude la trilogia legata al padre.



(Sabato 20 Febbraio 2010)


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