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Premio Oscar 2010 come miglior film straniero

Il segreto dei suoi occhi

Una grande storia d'amore in salsa noir


di Oriana Maerini


Questo ottimo film dell'argentino Jean José Campanella è riuscito a sconfiggere alla corsa agli oscar pellicole di spessore come “Il profeta” e “Il nastro bianco”. Il segreto? Forse risiede nel fatto che il regista ha saputo tessere, dietro l'apparente atmosfera noir, una trama bellissima che intreccia due storie d'amore con la solitudine di un uomo che vuole fare i conti con il proprio passato. Sullo sfondo c'è la storia sociale e politica dell'Argentina che abbraccia anche il periodo buio della dittatura quando anche gli assassini rei confessi venivano salvati perché collaborazionisti del governo.
La vicenda parte con l'indagine, da parte di Esposito, un impiegato del tribunale penale, circa l'omicidio con stupro di una giovane moglie, a Buenos Aires, nel 1974. Impressionato dal dolore inconsolabile del giovane vedovo e dall'efferatezza del crimine, il valente funzionario, nonostante l'ostilità dei colleghi, riesce a scoprire l'assassino analizzando semplicemente delle vecchie foto di gruppo che ritraggono la vittima con gli amici dell'adolescenza. Dopo varie peripezie riuscirà anche a catturarlo ma, nonostante sia reo confesso, il colpevole verrà liberato dalla stessa polizia in quanto informatore. Ma il vero filo conduttore del film è la sua storia d'amore senza speranza nei confronti per il pubblico ministero Irene Menéndez Hastings: un'affascinante e ricca donna promessa a un uomo di pari livello sociale. Andato in pensione Esposito decide di "tornare sul luogo del delitto" per far quadrare i conti con il suo passato scrivendo un romanzo in cui racconta tutta la verità.



L'idea del film è nata nella mente del regista osservando un vecchio che mangiava da solo in bar. Fantasticando circa i perché di quella vita vuota l'autore de Il figlio della sposa ci regala una pellicola poetica e, usando il pretesto del genere noir, indaga sulle vite irrisolte dei personaggi. L'idea del "recupero" di un'esistenza vuota è in grado di catturare anche lo spettatore più cinico. Lo stile registico è inoltre impeccabile anche se classico e correlato dall'ottima fotografia di Félix Monti e da una sapiente recitazione degli attori. Oltre al sentimentalismo, ed alla suspence Il segreto dei suoi occhi incorpora anche sprazzi di gustoso humor grazie ai duetti stile "Holmes-Watson" fra Esposito ed il suo assistente alcolizzato Sandoval. L'unico difetto del film risiede nel finale un po' annacquato (i due innamorati indugiano troppo prima di dichiararsi) che sfocia in uno stile quasi da fotoromanzo (soprattutto la scena della corsa di lei dietro il treno dell'amato che parte per sempre verso una destinazione lontana). Per il resto Il segreto dei suoi occhi è un'oscar meritato anche perché premia una cinematografia poco vista sui nostri schermi.

giudizio: * * *




(Domenica 6 Giugno 2010)


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