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Tratto da un best seller di John Marsden

Il domani che verrà

Esordio alla regia dello sceneggiatore Stuart Beattie


di Mirko Lomuscio


Per il suo debutto dietro la macchina da presa, lo sceneggiatore di successo Stuart Beattie, (ha sceneggiato anche La maledizione della prima luna e Collateral), ha scelto di trasporre su grande schermo Il domani che verrà, un best seller di John Marsden con l'intento, forse, di creare una serie di successo indirizzata al mondo dei teenager.
Siamo in Australia ed un gruppo di giovani, tra cui la quasi diciottenne Ellie (Caitlin Stasey), stanno organizzando una gita in mezzo alla natura selvaggia lontano dalla loro cittadina; una fuga dal mondo dei genitori all’insegna del vero divertimento.
Ma il ritorno da tale esperienza non sarà dei più piacevoli; con grande amara sorpresa i nostri scoprono che la città dove vivono è sotto assedio, presa di mira da una sconosciuta forza militare, spietata e pronta ad uccidere chi non obbedisce ai loro ordini.
I ragazzi si organizzeranno per un’offensiva atta a liberare i loro cari. Questa sarà un’esperienza che porterà i loro animi verso una vera prova di maturità interiore.


E' innegabile che con questo film Beattie abbia voluto strizzare l'occhio al mondo dei blockbuster. Il domani che verrà, infatti, non manca di spettacolarità e scene al cardiopalma, con una certa dose di tensione ben orchestrata quando si tratta di vedere queste sconosciute forze militari in azione.
Ma il problema è che il tutto è poco sviluppato e reso poco credibile nel concetto, con questi giovani quasi adulti che massacrano i loro spietati nemici (quando si tratta di caratterizzarli al loro peggio Beattie marca la mano sulla crudezza) come fossero dei semplici boyscout. E' proprio questa mancata coerenza fa storcere il naso, lesionando innanzitutto quello sviluppo della protagonista interpretata dalla Stasey, la quale passa con troppa facilità dallo status di ragazza in amore a quello di guerriera pericolosa, un dettaglio che non regge nel racconto.
Altra pecca è l’esito finale, che vorrebbe aprire le porte per un qualche serial di successo ma invece lascia abbastanza perplessi, sembrando più che altro un pilot televisivo di un telefilm guerrafondaio/pacifista, pregno di patriottismo australiano e indirizzato al mondo degli adolescenti. In poche parole, lo spettacolo e l’intrattenimento ci sono, ma quello che con convince è lo sviluppo dei personaggi principali e lo stile televisivo. Peccato perché il film racchiude delle buone idee.

giudizio: * 1/2



(Domenica 6 Novembre 2011)


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