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Revival di estetica e morale del cinema degli anni 80

Real Steel

Shawn Levy dirige un film che coniuga box, buoni sentimenti e fantascienza


di Mirko Lomuscio


A giudicare dai nomi coinvolti nel progetto (Steven Spielberg e Robert Zemeckis), Real steel, il film tratto da un racconto di Richard Matheson, dovrebbe dare massime garanzie in ambito fantascientifico. Dietro la macchina da presa c'è Shawn Levy (Notte folle a Manhattan, La pantera rosa remake e Una scatenata dozzina), un regista esperto in commedie che, con Una notte al museo, ha dato buona prova anche nel genere fantastico. Protagonista è Hugh Jackman nel ruolo di un ex pugile di nome Charlie Kenton, un uomo che si è visto scansare dal mondo dello sport perchè nel futuro dove è ambientato Real steel, le macchine ormai hanno preso il posto dei pugili professionisti. Charlie, barcamenandosi da una parte all’altra dello Stato, non fa altro che parteciparvi con i suoi modelli meccanici, perdendo però in continuazione e indebitandosi fino al collo. Ma, grazie al riavvicinamento col figlio mai incontrato, l’undicenne Max (Dakota Goyo), l’uomo ritrova la voglia di vincere, riassestando insieme al bambino un robot trovato tra i rottami e cercando di scalare le vette del match del secolo, ovvero il Real steel.



Real steel rappresenta un completo revival di estetica e morale del cinema degli anni 80 che farà felici gli appassionati de genere. E' un misto di fantascienza di serie B (chi conosce il cinema di Charles Band ha ben più nitido il paragone, se poi si pensa a prodotti come Robojox e Guerre di robot ancor meglio) e tanta morale di vita sportiva introdotta sul grande schermo da Rocky in poi, la sua massima (ed esagerata) espressione è Over the top, sempre con Stallone di cui Real steel è una sorta di remake in salsa fantascientifica.
Levy regala due ore abbondanti di combattimenti all’ultimo bullone, supportati da effetti speciali di ottimo livello, e dalla retorica dei buoni sentimenti fra padre/figlio. Lo script, opera dell’ex attore John Gatins (Leprechaun 3), ora assurto a ruolo totale di sceneggiatore (Hard ball, Coach Carter, Dreamer-la strada per la vittoria), non è privo di notevoli buchi (resta da chiedersi come il piccolo Max riesca a portar via dalla discarica quell’enorme robot) che rendono la trama poco credibile.
Jackman risulta credibile nel ruolo di padre fallito e veste i panni di un personaggio che in passato sarebbe spettato sicuramente a Stallone.
Buoni sentimenti, combattimenti tra robot, effetti speciali ottimi e tanta nostalgia: se al cinema cercate questo mix di elementi allora Real steel fa per voi.

giudizio: **



(Martedì 22 Novembre 2011)


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