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Detection e azione in un film post moderno

Sherlock Holmes - Gioco di Ombre

Holmes e Watson contro l’arcinemico di sempre…


di Roberto Leggio


L’uovo di Colombo è stato quello di riscrivere (in tutti i sensi) il modus operandi del detective più deduttivo della letteratura gialla. Sherlock Holmes, nella versione di Guy Ritchie (più famoso per essere stato il marito di Madonna che per i suoi film), è un detective bohemienne. Un uomo d’azione, un abile trasformista che sa usare la pistola, tira di pugni ed è un atletico karateca con un forte senso dell’umorismo. Una rivisitazione, che ha fatto storcere il naso ai puristi, ma che ha rimpinguato le casse della Warner Bros. che in questa versione, ci ha visto la gallina dalle uova d’oro. Infatti, il film precedente due anni fa è stato quello più visto dopo Avatar. Così, dopo il successo planetario, Sherlock Holmes nella sua versione pop più aggiornata, arriva al suo secondo episodio, sempre con Robert Downey Jr. come protagonista e sempre con il suo compare il dottor Watson, ancora interpretato da Jude Law. Questa volta però il regista, grazie anche agli sceneggiatori, rinuncia in parte alla serializzazione del personaggio, costruendo la trama attraverso interessanti spunti presi proprio dalle storie scritte da Conand Doyle.



Così, finalmente, entra in scena la minesi/nemesi di Holmes, cioè il diabolico professor James Moriarty che sta progettando di far scoppiare una guerra tra Francia e Germania (siamo nel 1891 anno cardine in cui tra odi ed alleanze stava per davvero iniziare un macello di immani proporzioni) e per farlo decide di organizzare una serie di attentati, l’ultimo durante un convegno per la pace tra i due stati. A cercare di fermare i suoi propositi saranno proprio Holmes e Watson, aiutati da una bella gitana alla ricerca di suo fratello scomparso da tempo. Il film mantiene gli elementi stilistici che erano i punti di forza della rilettura del personaggio, ma in questo caso la mitologia di Holmes è talmente resente che la trama si incanala nei canoni del giallo più classico. Così il film si tramuta in qualcosa sospeso tra l’azione alla James Bond e la detection alla Holmes, bilanciandosi perfettamente tra il post-moderno ed il classico. Con i suoi movimenti di camera e le invenzioni di regia, il film di Guy Ritchie si lancia ad essere un nuovo successo, con almeno tre scene da antologia: la fuga nel bosco, la sparatoria sul treno in corsa ed il finale mutuato direttamente da “Ultima Avventura” nel qualeHolmes e Moriarty muoiono cadendo nelle cascate Reichenbach in Svizzera. Ma non abbiate paura, nel finalino beffardo quel punto di domanda fa prevedere una terza puntata…

Giudizio **1/2

Gadget del film "Sherlock Holmes - Gioco di Ombre"
I tarocchi di Holmes
Tutti prima o poi si affidano alle cartomanti....



(Giovedì 15 Dicembre 2011)


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