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Magistrale thriller di lentezza ed intuizione

La Talpa

Spionaggio d'altri tempi con un immenso Gary Oldman


di Roberto Leggio


Pensionato prima del tempo per una missione andata malissimo, la pragmatica spia Smiley viene riassunto in segreto per snidare la talpa filosovietica che si annida nel ristretto numero di agenti del Circus, a cui sono stati dati nomi in codice di Stagnaio (Thinker), Sarto (Tailor), Soldato (Soldier) e Povero (Poor Man). Nel gioco di doppi e tripli giochi, Smiley dovrà ripensare al proprio passato per arrivare a scoprire la vera identità dell'infiltrato.



Tratto dal celeberrimo romanzo di John Le Carrè dallo stesso titolo, questa trasposizione cinematografica è grande film di spionaggio come non se ne facevano da anni. La cosa interessante è che, giocando a ribasso senza una vera azione ma facendo leva sui dialoghi e piccoli particolari; l'opera di Tomas Alfredson riesce a tenere attaccati alla poltrona fino all'ultima sequenza. Niente a che vedere con il serial televiso britannico degli anni '70, con un magnetico Alec Guiness, La Talpa odierna, mette in scena una trama che si affida moltissimo all'abilità di Gary Oldman, spia dai tratti dimessi, fantasma tra la gente, ma dal quale si percepisce da subito la sua capacità di decisione per smacherare od uccidere qualcuno. Non per nulla ogni suo gesto, ogni sua “intuizione”, mette in moto le “pedine” dell'immensa scacchiera di segreti. Thriller d'atmosfera, rarefatto e affilato come una lama, comprenetra gli anni '70 (la vicenda è ambientata come l'originale durante la guerra fredda nel 1973) come se ce li avessimo a portata di mano. Merito di un montaggio che non sbaglia un colpo e un cast stellare davvero in parte. Un film comunque non per tutti (si astengano gli amanti dello spionaggio tutta azione) e comunque per palati fini. John Le Carrè ha dato il suo bene placido, noi con qualche riserva (per una certa lentezza del tutto) lo appoggiamo in pieno.

Giudizio **1/2



(Venerdì 13 Gennaio 2012)


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