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Alieni di energia a Mosca

L'Ora Nera

La sciocca fantascienza da serie B


di Roberto Leggio


Due fighetti imprenditori di un nuovo social network dedicato ai locali più trend delle capitali del mondo, volano a Mosca per implementare il loro “futuro” con il socio svedese che nel frattempo si è venduto il progetto (non brevettato) scaricandoli con il pippolotto “che negli affari ci sono i fessi e gli squali”. Non sapendo cosa fare i due amici si ritrovano un discobar da sballo che presto verrà preso di mira da lampi di luce che polverizza gli esseri umani. Rifugiatisi in un magazzino in compagnia di due americane in vacanza e del loro “nemico” svedese, dopo una settimana escono per le strade di Mosca e comprendono che una razza aliena è calata sulla Terra con l'intenzione di spazzare gli umani non prima di averla ripulita da tutte le fonti energia possibili (ferro, nichel, cobalto e molti altri elementi con caratteristiche elettronegative). Soli e male organizzati si ritroveranno a combattere una lotta impari contro “entità” invisibili e dannatamente letali.



Idea accattivante (sulla carta) ma dagli esiti incerti (sullo schermo), scaturita dalla visionarietà di Timur Berkmambetov; regista russo che aveva colpito nel segno con i Guardiani della Notte; L’Ora Nera è un filmino di fantascienza senza infamia e senza lode. Ambientato in una Mosca da cartolina post-sovietica (McDonald’s, Pal Zileri, Louis Vitton ed altri brand consumistici), con attori che non credono in quello che fanno, il film mostra le corde già dopo i primi venti minuti, quelli nella quale i nostri devono dimostrare di essere “americani” in terra “aliena”, in quanto questa volta a salvare il mondo saranno dei muscolosi russi machisti (che nelle loro parole ricordano quei sovietici che reagirono alla Germania nazista). Su questo piano, l’unica cosa azzeccata è proprio la location (ma poteva essere benissimo ambientata in una qualsiasi metropoli del mondo), il resto, però è la solita storia alla sopravvivenza per giungere a prendere un sottomarino nucleare sulla Moscova e da li iniziare la vera “battaglia per la Terra”. Con pochi sbalzi di sceneggiatura, il film si avvia al suo termine quando dovrebbe iniziare. Ad azzerare le cose l’uso ininfluente del 3D. Quasi a dimostrare che, dove la trama arranca funziona la terza dimensione.

Giudizio*



(Venerdì 20 Gennaio 2012)


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