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Nuova e originale vetrina per il cinema italiano

Your Film Festival

Lancia un concorso internazionali per corti. In palio 500.000 dollari.


di Fernanda Moneta


Quando si realizza un film oggi si ha il dubbio se metterlo o no sulla rete perchè si pensa al diritto d'autore e si hanno le idee confuse.
Pubblico in rete o non pubblico? Rischio o non rischio? Dubbio logico.
Se aver di fronte troppe variabili crea paralisi, figuriamoci il fatto di avere di fronte a sé così tanti interlocutori quanti sono i possibili utenti del web: narcisisti, perditempo, fan, affaristi senza scruppoli o chi semplicemente si accaparra paternità di opere non sue.
Sul diritto d’autore e il giusto compenso il dibattito è apertissimo e su questo ci si sta giocando il futuro della cultura e dell’arte. La cultura di un popolo è un asse strategico o no? La tendenza di chi sta dietro i media sembrerebbe quella di spingere verso un minestrone fatto in casa, a cui chiunque possa aggiungere un po’ d’acqua per smamare qualche utente in più. Est. Ovest, Nord, Sud: tutti simili.
Dall’Italia, per il cinema che non ha le spalle coperte, l'alternativa al non pubblicare in rete è spesso di avere poche o nulle occasioni di far vedere il proprio lavoro. Ora, siccome il cinema esiste solo se qualcuno lo guarda, non farlo vedere è la sua stessa negazione.
Peraltro, se così non fosse, basterebbe produrre icone e menù. Nel mondo ipotetico del “famo a fidasse” basterebbe distribuire dvd vuoti e dire che si tratta di un’operazione concettuale.
Negli anni 70, la Mondadori pubblicò un libro nella collana "Oscar" che aveva tutte le pagine assolutamente bianche. All'epoca la grande editoria italiana sperimentava, le librerie avevano il coraggio di “occupare magazzino” con opere rischiosissime e il pubblico dei lettori era disposto a farsi trascinare.

Ridley Scott, uno dei promotori di Your Film Festival



Una volta si diceva: mi si nota di più se vengo alla festa o se non vengo? Cosa che anche oggi resterebbe un bel dilemma se non fosse che la festa è globale e che a forza di avere paura di giocare con gli altri si rischia di veder morire la propria cultura. Come autori ci si deve confrontare con il mondo, anche a costo di prendersi qualche batosta. Anche se ogni scarafome è bello a mamma soja, c’è troppa paura e diffidenza a far vedere i propri lavori in rete. Eppure, è dei film pubblicati su Youtube che si discute e che diventano tormentoni culturali.
Certo, per uscire dal mucchio è meglio avere un assist da altri media, meglio se si tratta della tv.
Chi non ha mai visto corti come “Mobbasta! di Bruno Liegibastonliegi” vada a questo link: http://www.youtube.com/watch?v=z99DFa7x1Mo.
Apriamo le finestre e facciamo cambiare l’aria: usciamo e guardiamo cosa c’è fuori da qui.
Si potrebbe, ad esempio, scoprire con piacere Your Film Festival, iniziativa promossa (anche) dalla Biennale del cinema di Venezia, il cui nuovo direttore è Alberto Barbera, un veterano ma con un inestinguibile spirito di ricerca. Your Film Festival è un concorso per premiare i migliori cortometraggi provenienti da tutto il mondo. In palio ci sono 500.000 dollari. Si tratta di un’iniziativa di YouTube in collaborazione con Emirates, la Biennale di Venezia e con (udite, udite) la Scott Free Productions, la casa di produzione del regista di Blade Runner.
Tutti sanno di cosa parlo se scrivo Blade Runner anche se nel 1982 non erano nati. Anche solo poter sognare che la casa di produzione di questo film visioni il nostro cortometraggio, tra tutti i corti, è una boccata d’ossigeno.
Per partecipare, i registi devono presentare un cortometraggio di 15 minuti (non 14, non 16, ma 15 minuti) e caricarlo sul sito www.youtube.com/yourfilmfestival http://www.youtube.com/yourfilmfestival
La deadline è al 31 marzo.








(Giovedì 16 Febbraio 2012)


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