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Avventura e docu-dramma firmato da Ken Kwapis

Qualcosa di straordinario

Per un pubblico di famiglie ed ambientalisti


di Oriana Maerini


Qualcosa di Straordinario è un mix fra film d'avventura e docu dramma che può abbracciare un pubblico molto vasto: dalle famiglie agli ambientalisti. Basato su una storia vera che ha sensibilizzato il mondo intero, racconta l’incredibile vicenda di una volontaria amante degli animali (interpretata dalla vincitrice del Golden Globe Drew Barrymore con 50 Volte il Primo Bacio, e La Verità è che Non Gli Piaci Abbastanza) ed un reporter di provincia (John Krasinski KRASINSKI di The Office ed E’ Complicato) che insieme all'aiuto della comunità locale, del governo americano e di quello sovietico, all'epoca due rivali superpotenze, lottano per salvare una famiglia di maestose balene grigie intrappolate sotto il ghiaccio del Circolo Polare Artico.
Ma il film è anche un'impietosa fotografia del potere e dell'avidità dei mass media americani che si occupano della "pietosa" vicenda delle balene intrappolate perchè fa audience e, in questo senso, ricorda L' asso nella manica, il capolavoro di Billy Wilder, anch'esso ispirato a un reale fatto di cronaca verificatosi nel 1925 in Kentucky.
Tutti sfruttano l'agonia dei grandi cetacei per mettersi in mostra: Il cronista locale Adam Carlson non vede l’ora di lasciare la sua provincia situata sulla punta settentrionale dell’Alaska, per nuove opportunità lavorative; un magnate del petrolio accusato agli ambientalisti mette a disposizione i suoi rompighiaccio per crearsi una nuova immagine, perfino il presidente Presidente Reagan è spinto dai suoi consiglieri ad occuparsi delle balene a fini elettorali.



Il regista Ken Kwapis (La Verità è che Non Gli Piaci Abbastanza, 4 Amiche ed un Paio di Jeans) è bravo però nel riuscire a mantenere sempre il centro dell'attenzione sulle balene, le vere interpreti del film che catturano l'emozione e l'empatia dello spettatore. La struttura è quasi da thriller: la sceneggiatura di Jack Amiel & Michael Begler (che si ispira al libro del giornalista Thomas Rose "Freeing The Whales") è ben strutturata e la regia non perde mai il ritmo per creare la suspence. Tutti rimaniamo con il fiato sospeso ogni volta che qualche intoppo (la temperatura troppo bassa, la rottura del rompighiaccio ect) sembra segnare negativamente il destino dei giganti intrappolati nel ghiaccio. Insomma Qualcosa di straordinario fa vedere le ombre ma mette in rilievo soprattutto la luce della vicenda mostrando il sensazionalismo, il cameratismo e l’umanità e, pur rimanendo corente con ciò che è realmente accaduto durante quelle due lunghe settimane sul ghiaccio, nel 1988, punta un po' troppo sul buonismo. La realtà supera la finzione e, se non fosse realmente accaduto, l'arrivo della rompighiaccio russo, che come nei western, viene a salvare in estremis le balene assediate sembrerebbe un escamotage creato per un finale ad effetto. Da segnalare le belle immagini subacquee e quelle dei titoli di coda che alternano scene del film immagini originali riprese dalle troupe televisive accorse sul posto.

giudizio: ** 1/2


Metti l'orecchio sul ghiaccio e ascolta....




(Venerdì 24 Febbraio 2012)


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