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Henry Potter nella casa del terrore

The Woman in Black

Ghost-Story vecchio stampo targato Hammer


di Roberto Leggio


Un giovane avvocato alle prime armi, si reca per conto del suo studio legale in uno sperduto villaggio della brughiera inglese per vendere una casa posta nel bel mezzo di una laguna. Il problema che la magione è considerata una sorta di “casa del terrore”, in quanto temuta da tutti gli abitanti, soggiogati da una leggenda spaventosa. Non credendo alla ritrosia della gente del posto, il giovane avvocato decide di andare a tastare di persona la paura ed il dolore in cui le apparizioni di una donna in nero sembrano connesse con le morti improvvise e misteriose di molti bambini.



Henry Potter (cioè Daniel Radcliffe) è diventato grande e gioca con il terrore. Anche perché ad imbastire il tutto è la Hammer Film, casa di produzione britannica, abbonata a paure e spaventi, che fanno leva sul soprannaturale senza mostrare sangue, ma ombre, sussurri, scricchiolii e oggetti. Suggestivo film del terrore molto british (freddo, acuto, essenziale) come non se ne giravano da anni (infatti l’impianto narrativo sembra uscire dalle pellicole un po’ ingenue degli anni ’60), che mostra però il suo limite in quanto tutto è prevedibile, privo di una vera folgorazione narrativa e di una reale caduta nell’orrore più vero. Ghost-Story magari un po’ fuori tempo massimo, ma quando deve spaventare lo fa in maniera genuina. Gli amanti del gore più spinto si astengano, gli altri (probabilmente) si divertiranno.

Giudizio: **1/2



(Venerdì 2 Marzo 2012)


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