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Una commedia valida solo per i fans di Giovanni Vernia

Ti stimo fratello

I comprimari di classe non bastano ad un film senza un giusto ritmo comico


di Mirko Lomuscio


La trama non è originale. Narra di Giovanni (Giovanni Vernia), uno studente di Genova, trapiantato dal Sud, laureato in ingegneria elettronica in cerca di un'occupazione che soddisfi le alte aspettative di suo padre Michele (Maurizio Micheli), un alto funzionario della guardia di finanza. Tutto sembra andare per il meglio in quanto il giovane trova un lavoro di creativo a Milano, presso una società pubblicitaria gestita dal potente Roberto (Bebo Storti), padre della sua ragazza (Susy Laude), ma l'arrivo di Jonny (sempre Vernia), suo fratello gemello romperà l'idillio. Quest'ultimo è infatti un amante delle discoteche e combina fin dal suo arrivo a Milano.



Checco Zalone docet. Ennesimo debutto dietro la macchina dia presa di un comico targato Zelig Ti stimo fratello rientra nel filone di quei fortunati registi che, sfruttano la popolarità acquisita in TV per convicere qualcuno a produrne un lungometraggio tutto per loro. Messo dietro la macchina da presa il comico stesso, affiancato da un esperto del settore come il regista Paolo Uzzi (!?) dei vari Zelig televisivi, Ti stimo fratello è un prodotto che nasce e finisce dove è stato pensato, con questa poco originale idea (vedere sempre Zalone) di far scontrare gente del sud con persone del nord a far da cornice su una serie di gag comiche degne di un cult trash qualunque.
Ci sono vari riferimenti critici all’Italia d’oggi (raccomandazioni, evasori fiscali, la tv dei tronisti e delle discoteche notturne), ma questo prodotto nato ad uso e consumo dei i fans di Vernia non riesce a farsi prendere sul serio. Anzi, ogni volta che tenta di rendersi credibile, non fa altro che peggiorare le cose.
Inoltre, non basta circondare il protagonista con comprimari di classe come Micheli (Rimini, Rimini), Storti (La cura del gorilla) e Diego Abatantuono (Eccezzziunale…veramente) in versione marpiona (produce la sua Colorado Film) per poter alzare le sorti della pellicola che avrebbe dovuto curare più i ritmi comici che la credibilità delle situazioni.
Forse avrebbe giovato di più la presenza in cabina di regia di una mano solida e attenta ad alcune sfumature narrative, per no parlare di quelle tecniche, quest’ultime rese quasi a livelli stucchevoli (tutte le, poche, inquadrature in cui Vernia agisce contemporaneamente nel ruolo dei due fratelli). Ti stimo fratello è un prodotto che potrà piacere agli affezionati del noto (?) comico ma che sinceramente poco ha da spartire con ciò che si chiama “cinema”.

giudizio: *



(Mercoledì 7 Marzo 2012)


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