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Un personaggio in cerca d’autore

Magnifica Presenza

Elegia dell’onirico in un mondo di fantasmi


di Roberto Leggio


Se lo spettacolo è finito, ci restano i fantasmi. Pietro arriva dalla provincia di Catania a Roma per tentare la fortuna come attore. Tra un provino e l’altro, per potersi mantenere impasta cornetti di notte in una pasticceria. Non sopportando la cugina, con la quale è costretto ad una “confusionaria” convivenza, si trasferisce in un vecchio villino nel quartiere di Monteverde. Qui scopre perché l’affitto è basso: la casa è abitata dai fantasmi di una compagnia teatrale degli anni ’30. Cercando di “sembrare” normale, Pietro si adegua in fretta alla nuova situazione diventando loro amico, che gli insegnano i trucchi del mestiere. Ma dietro la facciata, grottesca e sfrontata, si cela un mistero che Pietro, impacciato ed impreparato, risolverà con l’aiuto di una coppia di trans e una anziana signora, che probabilmente incarnerà la realtà della finzione.


Cercando di andare controcorrente e omaggiando l’arte della finzione come vitalità infinita, il nuovo film di Ferzan Ozpetek è un’opera multistrato, comica, drammatica, brillante dove i sentimenti sono i veri protagonisti. Orchestrato nel continuo rimando tra realtà e immaginazione, trae forza sull’interpretazione di Elio Germano, attore gay, pieno di paure che trova un suo equilibrio “ascoltando” i consigli dei “commedianti” di una volta, maestri nel mostrargli la fragilità umana in un quotidiano sempre sul punto di implodere. Sospeso tra Fellini, Almodovar e Pirandello (molto è tratto da Sei Personaggi in Cerca d’Autore) Ozpetek si lancia in un’opera esuberante ed emotiva, leggera e matura (anche se non si tratta di un vero capolavoro), che può essere letta come un’elegia dell’onirico dove ogni rapporto sociale e teatrale è la vera forma d’amore. Perché ogni emozione è per lo spettatore, e ciò rende indimenticabile qualsiasi storia, reale, fasulla, appesa al passato che sia.

Giudizio: **1/2



(Giovedì 15 Marzo 2012)


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