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Seconda edizione di un festival tutto universitario

Ca’ Foscari Short Film Festival

Classico ed innovativo, perfino con un ritrovato Charlie Chaplin


di Roberto Leggio


Roma“Se non ci fossero gli studenti che danno tutto il loro apporto, questo piccolo festival di cinema non esisterebbe”. E’ Roberto Silvestri a confermare un dato di fatto, se il Short Ca’ Foscari Film Festival, va avanti a gonfie vele. La manifestazione veneziana,unica nel suo genere totalmente finanziata dall’Università di Venezia, giunge quest’anno al sua seconda edizione e fa leva come l’anno scorso su tutte le scuole cinema del mondo. “Siamo gli unici in Europa che abbiamo avuto al folle idea di partire dall’Università, terreno seminale dei cineasti del futuro”, continua Silvestri alla presentazione alla stampa avvenuta oggi nella sede della Regione Veneto di Roma, di questa creatura concepita, organizzata e gestita dal prestigioso ateneo veneziano. L’anno scorso, in sordina, fu un evento, che travalicò le distanze, portando cortometraggi da tutto il globo. Una ventata di novità ed innovazione, che ha saputo tastare il polso al microcinema del futuro. Così con lo stesso spirito di innovazione, lo Short riparte da dove era terminato. Cioè mostrare il nuovo piccolo cinema proveniente da molte scuole di internazionali. La prima novità che al contrario dell’anno scorso, sarà rappresentata anche l’Oceania, con l’Australia al primo posto. L’altra novità è che per gestire meglio gli esami, il festival è stato anticipato di due mesi. Così gli studenti, che sono il vero motore di questa manifestazione, non dovranno impazzire a rincorrere lo studio. In questo modo il festival può giustamente partire a razzo il 28 Marzo e protrarsi fino al 31, mettendosi in mostra con un bagaglio di film (perché di veri film si tratta) davvero eccezionali. “Le cose più interessanti sono arrivati da Singapore e da Israele” spiega ancora Silvestri “, un piccolo paese che ha però ben quattro scuole di cinema diversificate in settori, come cinema e animazione. Mentre per nostro “danno” non ci saranno cortometraggi giapponesi e gli americani hanno voluto glissare, in quanto nel nostro festival non ci sono premi in denaro. Qui vincono gli autori ed i loro film”. Non c’è polemica nelle sue parole, anche se si capisce che dispiace che il grande paese del cinema non sia presente, in quanto in materia di innovazione non sono secondi a nessuno. “Non abbiamo fatto una scelta “selettiva” e abbiamo constatato che i ragazzi oggi si avvicinano al cinema sapendo miscelare la video-arte e l’animazione con la fiction” incalza Silvestri “e ciò pone un’idea sul come potrebbe essere il cinema del futuro”. Di chicche allo Short quindi non mancheranno, anche perché la prima e, forse la più interessante, verrà proposta nella serata finale con la proiezione dell’unico frammento sopravvissuto tratto da The Professor, un progetto incompiuto di Charlie Chaplin, quale il grande artista si discostava dal personaggio di Charlot. I sei minuti di proiezione sarà accompagnata dal vivo dalla musica sperimentale composto da alcuni studenti dell’Università, diretti per l’occasione da Daniele Goldoni. Il resto è una querelle di cortometraggi che verranno proposti in trance dalle 14.00 alle 22.00, nel teatro dell’Auditorium Santa Margherita, nella piazza omonima, punto focale di buona parte della movida veneziana. Non mancheranno incontri, workshop, mostre fotografiche (con alcuni scatti di Eliott Erwitt della Magnum), e scambi culturali tra scuole di cinema. E dato che il festival ha il respiro internazionale, la giuria sarà composta da tre personalità diverse tra loro. Infatti interagiranno la critica Irene Bignardi, tra l’altro presidente della giuria, il regista Pappi Corsicato ed il cineasta e pittore algerino Rachid Mohamed Benhadj. “In questa maniera” ha continuato Silvestri “ci saranno tre punti vista differenti nel giudicare i film”.



(Venerdì 16 Marzo 2012)


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