.


Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


L'anima nera dell'Italia all'esordio della strategia della tensione

Romanzo di una strage

Storiografia di un evento ancora senza colpevoli


di Roberto Leggio


La bomba e la strategia della tensione. Milano, 12 Dicembre 1969. Alle 16.37 un’esplosione devasta la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana, provocando 17 vittime e oltre una novantina di feriti. Una “caldaia” fu la prima precipitosa spiegazione. Ma ben da subito si capisce che a fare la strage è stata una bomba posta nel centro dell’agenzia. Del caso viene incaricato il commissario Luigi Calabresi, convinto che l’attentato sia di matrice anarchica, così come le decine di bombe esplose un po’ ovunque nel paese negli ultimi mesi. Fra i fermati c’è Giuseppe Pinelli, anarchico non-violento che Calabresi stima e sa estraneo alla all’attentato. Nel frattempo di sospetta di un altro anarchico Pietro Valpreda. Per ottenere da Pinelli una confessione sul coinvolgimento diretto di Valpreda, questi viene trattenuto in Questura dove viene interrogato senza dargli la possibilità né di dormine, né di mangiare. Ma dopo tre giorni di fermo, Pinelli “precipita” dalla finestra dell’ufficio di Calabresi mentre lui non è presente nella stanza, finendo però identificato come il responsabile. Negli anni il commissario continua ad indagare sulla strage finendo per trovarsi invischiato in una rete di false piste, servizi segreti deviati, galassie neonaziste pronte a colpire per sovvertire lo stato delle cose e perfino un traffico internazionale di armi. Ma il 17 Maggio 1972 Calabresi viene assassinato sotto casa.



I misteri d’Italia sono una macchia nera (nerissima) nella coscienza di questo paese da sempre alla mercé di poteri forti. Marco Tullio Giordana, rimette mano all’evento epocale che cambiò da subito la faccia del paese, cercando di dare una risposta alla strage di piazza Fontana, contando sugli incartamenti di uno dei processi più lunghi della Repubblica. Lo fa con perizia calligrafica, spalmando gli eventi (alcuni frutto di intuizioni ed interpretazioni) in capitoli che partono dallo sciopero di Milano nel quale morì l’agente Annarumma e finiscono con l’esecuzione di Calabresi, dimenticando però di illuminare (spiegare) ai più giovani il periodo in cui la strage avvenne e le tensioni sociali e politiche che portarono alla “guerra” eversiva. In questa maniera sposta l’asse verso chi quel periodo lo conobbe e respirò l’aria fetida da “golpe” e di stragi di Stato, rendendo così l’opera fredda ed in qualche modo “didattica”. Giordana non prende posizione, si basa di riportare i fatti (riabilitano la figura di Calabresi in una sorta di eroe per bene) come potrebbero essere avvenuti, alimentando i dubbi sull’endemica malattia (i vari estremismi di desta e sinistra, lo Stato deviati) che ha impestato per decenni il nostro paese. Recitato da attori tutti in parte (Mastrandrea, Favino, Gifuni e una miriade di star del nostro cinema), resta un film essenziale, partecipato e utile per non dimenticare.

Giudizio: **1/2



(Martedì 27 Marzo 2012)


Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro