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La musica e la consunzione dell'anima

Pollo alle prugne

Ode per un paese perduto


di Roberto Leggio


La vita sospesa per un violino. Nella Teheran del 1958, Nasser Ali è un grande musicista con il quale riesce a catturare il sospiro della vita. Un giorno durante un litigio la moglie fa a pezzi lo strumento ed il cuore di Nasser. Cercando di ritrovare il suono perduto, l’uomo va alla ricerca di un nuovo violino, ma fallendo ogni tentativo decide di lasciarsi morire in un letto. Negli ultimi otto giorni che gli rimangono, Nasser in una sorta di sogno ad occhi aperti, ripercorre la sua vita, andando indietro nel tempo, cercando di rimettere in ordine il segreto del suo amore perduto e dell’incanto che esso ha avuto nel suo presente.


Folle, fantastico e vistosamente felliniano, il nuovo film di Marjane Satrapi, fumettista iraniana esule in Francia da piccola per fuggire dall’oppressivo regime di Khomeini, fonde in maniera immaginifica il reale con l’animazione fiabesca per ricordarci come sia difficile “tagliare” le proprie radici. La figura di Nasser e la sua consunzione, sono apertamente l’allegoria della lontananza ad un luogo (in questo caso l’Iran) difficilmente ritrovabile. Niente è più sicuro di un posto dove stare e non sempre questo serve a rimediare ad un danno, una perdita, un amore e una nazione. Satrapi gioca di metafore, ma il messaggio è chiaro, l’esilio è un peso difficile da mettere da parte, che sia un violino, una donna, oppure un posto dove morire. Perché solo l’immaginazione può permettere di tornare alla propria vita e alla propria memoria.

Giudizio: ***



(Giovedì 5 Aprile 2012)


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