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Manganelli insanguinati nella notte della democrazia

Diaz

Il sangue innocente e la violenza di Stato


di Roberto Leggio


La violenza del manganello nella notte della democrazia. Mentre il G8 di Genova volge al termine dopo due giornate di violenti scontri tra i no-global e le forze di polizia, un mosaico di personaggi estranei tra loro (un giornalista, un’anarchica, un anziano militante della CGIL, manifestanti italiani, francesi, tedeschi, spagnoli, un manager francese che si occupa di economia solidale e alcuni Black Block), si ritrovano quasi per caso nella scuola Diaz, diventata in quei giorni un dormitorio, gestito dal Genova Social Forum.


Da li a poco (esattamente alle 00.45 del 22 Luglio 2001) circa 300 poliziotti in divisa antisommossa penetra nella scuola e compie quella che verrà ricordata come “la macelleria messicana”, pestando selvaggiamente i poveri inermi militanti, colpevoli solo di essere contro il sistema delle banche. Il bilancio di quella notte di massacro di Stato furono 87 feriti gravi, 93 arrestati, molti dei quali finirono nella caserma/prigione di Bolzaneto dove vennero ulteriormente picchiati a sangue e torturati con il beneplacito delle istituzioni. Per una notte (e i tre giorni seguenti) i diritti civili e umani vennero sospesi dal manganello.


Tratto dagli atti giudiziari di una serie di processi ancora senza colpevoli (in quanto il nostro codice giudiziario non prevede il reato per torture), il film di Daniele Vicari è un pugno allo stomaco che mette in evidenza come tutto quella notte non sia accaduto per caso. Anzi mostra senza amplificazioni e ricatti, come tutto sia stato pianificato, provocato, simulato nella costruzione delle prove (le molotov e le armi introdotte dalla polizia alla Diaz) dal governo e dalla questura. Girato come un istant-movie, riproducendo in “grande” tutto quello che è stato filmato da telecamerine, telefonini e fotografie in quei tre giorni di “guerra” urbana, penetra nelle pieghe di una democrazia malata ponendo domande pesanti sul come e perché, in un paese come il nostro, sia stato possibile una tragedia come questa. Diaz è un’opera controllata, ammirevole, coraggiosa di grande impegno civile che va vista a priori per non dimenticare. Perché nessuna notte come quella venga replicata. Ne qui ne in qualsiasi altro paese civile.

Giudizio: ****



(Giovedì 12 Aprile 2012)


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