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Film d'intrattenimento con linguaggio cinematografico originale

Una spia non basta

Firmato da McG il regista di Terminator Salvation


di Francesco Marghella


Il film riesce a divertire e dimostrare, tra una sparatoria ed un inseguimento, un nuovo teorema: anche nel cinema made in Usa, stanco di copioni ripetuti fino alla noia, può accadere l’insolito.
Tuck (Tom Hardy) e FDR (Chris Pine) sono due agenti della CIA, preparati per ogni tipo di azione, anche la più pericolosa. Dopo aver sgominato, in trasferta ad Hong Kong, la banda di Heinrich (Til Schweiger), un malavitoso disposto a tutto pur di vendicarsi, tornano a Los Angeles, ma sono costretti alla scrivania perché la spedizione in Oriente ha causato troppo rumore. Si dedicano, allora, alle donne. Tuck, con un figlio avuto da una precedente relazione, si sente pronto per mettere la testa a posto ed intrecciare una storia seria. FDR non ci pensa nemmeno, e vuole continuare a divertirsi da scapolone. Sicché, il destino decide di far incontrare loro la stessa donna. La bionda si chiama Lauren (Reese Witherspoon già vista in Come l’acqua per gli elefanti) ed è in cerca dell’anima gemella. La sfida per la conquista del cuore della ragazza è aperta. Si combatte ad armi pari. Solo che le armi le mette a disposizione la CIA e i due sono intenzionati ad usarle tutte, mentre Heinrich si mette sulle loro tracce.



Commedia che di spionistico ha veramente poco, questo nuovo lavoro di McG (Terminator Salvation) è una spremuta di azione ed ironia sulla quale vale la pena spendere due parole. Il film rimane un prodotto di consumo, ma Il linguaggio cinematografico in cui si esprime ha un che di nuovo. Le due storie d’amore e la guerra segreta sottostante (cui si riferisce il titolo originale della pellicola: This means war), attuata dai protagonisti maschili, corrono parallele, poi si incontrano, si scontrano. Sono due filoni che non riescono a fare a meno uno dell’altro, si sostengono a vicenda, cosicché non si è di fronte né ad una classico plot romantico né ad un action movie, ma a tutte e due contemporaneamente. La trovata, tuttavia, non aggiungerebbe nulla ai due generi, se non fosse per un sorprendente finale in cui la rottura degli schemi, non pre-annunciata, lascia di sasso.
Gli attori principali sembrano nei loro panni, molto meno le figure di contorno. Il personaggio femminile, abbastanza arcaico, per quanto lo si voglia esplicitamente negare, mette in evidenza tutta la “muscolarità” dei due spasimanti. La sceneggiatura è il vero punto di forza del film, come l’architettura delle scene mena e spara (ex cappa e spada), davvero molto curate. La regia, finché ride di se stessa, si riesce ad accettare. Patetica solo nel contro-finale.

giudizio: **



(Sabato 21 Aprile 2012)


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