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Tradire, forse soffrire…

Gli Infedeli

Maschilismo, sessismo e le corna “perfette”


di Roberto Leggio


Non tradire la moglie sarebbe l’unico antidoto alle corna. Bella frase, se non fosse detta da un fedifrago compulsivo. Lui, Greg è uno dei tanti personaggi de Gli Infedeli, film ad episodi (otto per l’esattezza) su cosa piace di più ai maschi francesi (tutti i maschi in verità): mettere le corna alle proprie mogli e sentirsi felici. Piccoli frammenti che raccontano di uomini semplici, d’affari, dentisti, di tutti i giorni, sempre alla ricerca dell’infedeltà. Fred e Greg, compagni d’avventure che passano le serate in giro per night in cerca di nuove donne da conquistare e che alla fine (in disaccordo con le proprie mogli) decidono di andare a Las Vegas a darsi una “riordinata”; Laurent, sfigato impiegato di una ditta di prodotti biologici che cerca in tutti i modi di tradire la moglie, ma verrà sputtanato da una collega matura; il quarantenne Eric innamorato della ventenne Ines che durante una notte in discoteca capirà che la differenza d’età è un’arma micidiale; François e Lisa, sposati da dieci anni si ritrovano a sapere dei rispettivi tradimenti; e ci sono anche Bernard, Thibauld e Simon che si troveranno di volta in volta a fare i conti con le proprie debolezze sessuali.


Suddiviso in quattro episodi lunghi e quattro sketch iperdivertenti diretti da otto registi diversi, questo diverissement tutto francese mette in chiaro come i nostri cugini d’oltralpe sappiano fare commedie esilaranti (ma con molta intelligenza) senza l’uso della trivialità e parolacce per raccontare corna infedeli. Costruito come un mosaico dove le tessere, volendo si incastrano una all’altra, Gli infedeli è finalmente un film in cui si ride di piacere sulle zingarate di sesso e bugie di ogni protagonista. Ma la cosa che colpisce di più è proprio quella capacità di andare oltre tutte le accuse di sessismo di cui è stato oggetto alla sua uscita francese, deridendo ed umiliando senza pietà proprio la mascolinità fedifraga. Bravissimi Jean Dujardin e Gilles Lellouche a tirare le fila di tutti gli episodi (anche registi del segmento finale nel quale si prendono perfino il lusso di scimmiottare le folli notti di Las Vegas) che rendono quest’opera lo zibaldone comico dell’anno.

Giudizio: ***



(Venerdì 4 Maggio 2012)


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