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Un non-morto negli anni '70

Dark Shadows

Tim Burton e Johnny Deep insieme per l'ottava volta


di Roberto Leggio


Barnabas Collins è un vampiro del 1700 che si risveglia negli anni ’70 del XX secolo. Proviene da una agiatissima famiglia del Maine, divenuta ricchissima nella manifattura del pesce. Barnabas ha un castello tutto suo dove adesso vivono i suoi “strani” discendenti, tutti o quasi all’oscuro del suo passato di Casanova mancato e maledetto da Angelique Bouchard, strega francese rifiutata, che l’ha condannato nei secoli ad una vita da non morto. Convinto di vendicarsi e far tornare Collinwood Manor ai fasti di un tempo, Barnabas Collins si decide di dare battaglia alla strega cattiva e coronare finalmente il suo sogno d’amore con la discendente di colei che amò duecento anni prima.


Al loro ottavo film insieme, Tim Burton e Johnny Deep, mettono insieme un film gotico dai risvolti comici (tratto da una sit-comedy anni ’60), con spruzzate di ironia che smantellano il mito degli anni ’70, tutto pace, amore e rock’n’roll. Molto giocato sull’istrionismo dell’attore feticcio, il film regge un’ottima prima parte nella quale il ritorno del vampiro è una vera iniezione di allegria, mentre nella seconda (quella in cui lo scontro frontale con la nemica di sempre diventa senza quartiere) si perde un po’ troppo in un finale che ricorda da vicino quello di Sleepy Hollow, con l’aggiunta di un compendio di mostri (fantasmi, licantropi, oggetti animati). Tutto ad ogni modo è tenuto assieme dal filo dell’ironia, ma è come se Burton, volente o nolente, abbia voluto omaggiare più del dovuto il genere gotico, con spruzzate di inventiva tipiche del suo cinema. Il computo è un film godibile, ottimo nella resa scenica, ma un po’ troppo “buttavo” via, quasi che il regista abbia voluto giocare in difesa, dosando con il contagocce gli archetipi usuali della sua opera.

Giudizio: **1/2



(Giovedì 10 Maggio 2012)


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