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la vita da film di un grande maestro del cinema

Roman Polansky - A Film Memoir

Confessioni di una mente "meravigliosa"


di Roberto Leggio


La vita di Roman Polansky come non l’avete mai conosciuta. Documentario dedicato alla vita e tutta l’opera del grande regista polacco, maestro indiscusso del cinema contemporaneo, vincitore di Oscar e molto altro. Personaggio da film come quelli che ha diretto, complicati, lineari, a volte psicanalitici nel modo in cui scavano nell’animo umano, Polansky è messo a nudo in due lunghe interviste rilasciate all’amico e produttore Andrew Braunsberg. Nelle sue parole, c’è tutta la sua vita di artista, ma anche di uomo, braccato dagli eventi, prima nel ghetto di Varsavia dove vide deportare i suoi nei campi di stermino; l’omicidio di sua moglie Sharon Tate uccisa dai fedelissimi di Charles Manson e della lunga e controversa vicenda giudiziaria per aver abusato di una minorenne che si trascina ancora adesso, tanto da avergli imposto di fuggire prima dagli Stati Uniti (negli anni ’70), poi dalla Svizzera (dove venne incarcerato nel 2009).


Nel mezzo l’arte cinematografica come strumento di evasione dalla “realtà”, che lo vide giovane attore in Polonia nel primo film di Andrej Waida, poi la scoperta a Venezia come regista esordiente (Il coltello nell’acqua), il successo hollywoodiano di Rosemary Baby, poi la consacrazione dell’Oscar per Il Pianista, forse il film di tutta una vita.
Costantemente sospeso tra passato e presente il film di Laurent Bouzerau, raccorda gli attimi di gioia, di euforia e di dolore di Polansky, in un continuo andare e venire in una trama un po’ statica, dove a volte i fallimenti artistici vengono appena citati (su tutti Macbeth e Che?) se non addirittura sorvolati come nel caso de La Morte e la Fanciulla, film davvero inesistente nella rosa delle sue opere. Le immagini, raccolte per lo più nello chalet/prigione svizzero durante i domiciliari del 2009, mostrano anche una sorta di pacificazione con il mondo, grazie alla presenza aulica della moglie Emanuelle Seigner e i suoi due figli. Perché Polansky, oltre il suo cinema è anche un semplice e amorevole uomo di famiglia.

Giudizio: **1/2



(Giovedì 17 Maggio 2012)


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