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Un altra Terra, altri noi

Another Earth

Anti-fantascienza spirituale


di Roberto Leggio


Altro luogo, stesso tempo. Rhoda è una studentessa così dotata da essere ammessa con lode al MIT. Il suo interesse per l’astrofisica è così forte, che per una distrazione (la radio annuncia che nello spazio è stata scoperta una Terra identica alla nostra) provoca un incidente stradale che stermina tutta la famiglia di un famoso compositore. Dopo quattro anni di carcere, per espiare la sua colpa, si fa assumere come cameriera (senza confessare nulla) dall’uomo per aiutarlo a superare il dolore, mentre la nuova Terra entra nel nostro sistema solare, con tutto il suo speculare mistero morfologico e di identità. Precedente a Malincholia (il controverso capolavoro di Lars Von Trier), il film dell’indipendente Mike Cahill (che l’ha anche scritto, fotografato e montato), sfrutta l’idea della doppia Terra (del tutto uguale a quella che conosciamo, con gli stessi noi) per raccontare una possente riflessione sull’esistenza.


Il film pone infatti un grandissimo quesito: sapendo che la nel cielo altri noi stessi vivono, gioiscono e soffrono, possiamo cambiare o aggiustare il nostro vissuto? L’idea non banale riprende in parte la filosofia del Solaris di Tarkoskij, aggiornandolo a più terrene introspettive sofferenze, mettendo a confronto due anime che tentano di capirsi e forse di “amarsi”. La sostanza si dipana in un confronto/scontro nel quale ognuno sviscera un sé intrinseco di anima e coscienza. Anti-fantascienza spirituale, capace di guardare nel lato più recondito della psiche e nei cuori umani, giocato sul non detto e sulla possibilità di cambiare gli eventi in un “probabile” viaggio verso se stessi. Vincitore del premio della Giuria al Sundance è un capolavoro indipendente (anche se il finale un po’ troppo “buonista” vanifica il tutto) di sussurri e grida introspettivi, così forti da lasciare storditi.

Giudizio: ***



(Venerdì 18 Maggio 2012)


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