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Per fare un albero ci vuole un fiore

Lorax - Il guardiano della foresta

Opera intelligente e molto ecologista


di Roberto Leggio


Ted vive in una linda cittadina dove tutto è finto. Le strade sono pulite, le case colorate e perfette, gli alberi sono di plastica e non c’è vegetazione. La vita di tutti i giorni è un lungo fiume tranquillo (e se ci fosse sarebbe anch’esso fittizio) e nessuno sente la mancanza del verde. Tranne forse qualche vecchietto e la ragazzina di cui Ted è follemente innamorato. Lui, per attirare le sue attenzioni farebbe di tutto, anche trovarle un albero, “oggetto” mitologico che forse davvero non esiste più. Per sapere come fare, chiede alla nonna dove andare a procurarselo. Ma i suoi propositi sono messi a dura prova dallo spietato industriale che rifornisce la città di aria in bottiglia in quanto il ritorno della “fotosintesi clorofilliana”, segnerebbe il fallimento del suo impero.


Fiaba ecologista a tutto tondo, concepita per i bambini, ma destinata ai grandi, che ha il coraggio di metterci davanti ad fatto compiuto: la distruzione della flora per usi industriali. Lorax, saggio ometto l’arancione, che mette in guardia chi per denaro falciò via la sua foresta, raccoglie in se tutta la forza dell’indignazione di chiunque prema il destino del nostro pianeta, inquinato e a rischio estinzione. Il tema può sembrare obsoleto oggi, ma pensare che il Dr. Seuss; “veggente” autore per bambini famosissimo nei paesi anglosassoni e sconosciuto da noi, scrisse questa parabola negli anni ’70; allora l’appello è diverso. Con schermaglie di comicità irresistibile, musica, trovate e ritmo incalzante, grazie all’animazione della Illumination Entertainment (che diedi i natali a Cattivissimo Me), il film si pone nel criticare i rischi che corriamo se continueremo a togliere spazio alle piante per edificare città e quant’altro. I registi Chris Renaud e Kyle Balda, sono bravi a reggere un’opera satirica che dovrebbe essere mostrata a tutti i bambini delle società industriali e aiutarli, come l’adagio finale del film, a piantare ovunque capiti un semino che dia vita ad un albero. Perché la fauna è importante come l’aria che respiriamo, anche perché senza di essa saremo un pianeta morto.

Giudizio: ***1/2



(Giovedì 31 Maggio 2012)


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