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Quando i teppisti salvano il pianeta

Attack The Block

Fantascienza per adolescenti con ingegno


di Roberto Leggio


La Wyndham Tower è un condominio nella periferia sud di Londra. E’ prevalentemente abitato da famiglie “povere” (per lo più di colore) e i loro “ragazzi” si radunano in una gang che spesso ruba, fa uso di droghe e magari è anche attirata dalla malavita d’alta quota. Una sera la banda del “blocco” rapina una ragazza mentre dal cielo cade un oggetto misterioso che si schianta su un’automobile vicina. Dai rottami ne esce una strana creatura, che i ragazzi uccidono senza problemi. Portata in trionfo come un trofeo di guerra, i ragazzi di rendono subito conto che altre creature stanno per invadere la Terra. Inizia così una battaglia per difendere il loro quartiere popolare da una minaccia aliena.


Lasciate da parte qualsiasi cliché che la fantascienza vi ha abituato e tuffatevi in questo divertissement “alieno” davvero intelligente, perennemente in bilico tra comicità ed azione. Tutto è trattato in furor di metafora sociale (le creature dello spazio profondo invadono i suburs, dove la gente deve cavarsela ogni giorno), rifacendosi a molte rivolte tra polizia e poveracci (su tutte le banlieu parigine ed i riots londinesi), dove un gruppo di ragazzi (che in fondo non hanno niente da perdere) si organizzano per prendere a calci in culo chiunque voglia invadere il loro spazio vitale. Quindi, nessuna istituzione, ne esercito ben armato, ma una gang che a suon di rap (peccato manchino i The Clash), salva se stessi ed il mondo intero. L’idea è venuta al regista esordiente (ma comico radiotelevisivo di fama) Joe Cornish, che provenendo anch’egli da un quartiere degradato di Londra, ha portato la guerra dei mondi in un mondo a parte, dove il coraggio di vivere fa il confronto quotidiano. Ironico, ma incredibilmente coinvolgente nei momenti di tensione; gioca molto sugli “spauracchi” d’altri mondi (metà cani e metà scimmie) e sull’amicizia virile di un gruppo di attori tutti esordienti (o quasi), capaci con le loro azioni, al limite dell’ingenuità, a gestire un piccolo grande film, come ce ne sono pochi in giro.

Giudizio: ***



(Giovedì 31 Maggio 2012)


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