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Il nuovo film dei Manetti Bros

Paura 3D

Ottimo prodotto di genere made in Italy


di Mirko Lomuscio


L’horror italiano, almeno quel poco che c’è oggi, si tinge di nuove tecnologie, ovvero la stereoscopia 3-D, e in attesa di vedere in sala la nuova opera firmata Dario Argento (la sua personale versione di Dracula a tre dimensioni), qualcun altro si è preso la briga di tentare il primato, anche se già c’è stata l’esperienza del low budget Parking lot. Stiamo parlando dei Manetti bros., pionieri ormai del nuovo cinema di genere italiano che portano ora in sala Paura (titolo scelto all’ultimo momento che sostituisce quello di lavorazione La stanza dell’orco).
La storia è quella di un trio di amici, Ale (Domenico Diele), Simone (Lorenzo Pedrotti) e Marco (Claudio Di Biagio), che in prossimità del week end riescono a trovare un passatempo a dir poco soddisfacente. Approfittando dell'assenza del marchese Lanzi (Peppe Servillo), cliente dell’officina dove lavora Ale, gli amici usano le chiavi trovate nell'auto per introdursi nella villa del nobile. I tre arrivano nella lussuosa abitazione e, dopo aver fatto baldoria, scoprono qualcosa di sconcertante; una verità nascosta nelle cantine dell’enorme villa e che Lanzi non può lasciar trapelare assolutamente.



Dopo aver goduto del successo ottenuto dall’ultimo fantascientifico, ed in verità mediocre, L’arrivo di Wang, i fratelli Manetti tornano al cinema horror con qualcosa che si annuncia intrigante già dal plot: una sorta di slasher movie tinto da atmosfere da favola dark, con sprazzi di torture porn e un’ombra di umorismo romano.
Una miscela che così su due piedi sembra non dare molto, ma che in verità, a conti fatti, riesce a soddisfare lo spettatore esigente in materia.
Paura si può considerare un’operazione vincente, che nulla ha da invidiare ad altri horror stranieri e che, nonostante sia presente indirettamente, del citazionismo sfrenato ne può fare anche a meno.
L’opera gode di una prima parte notevole, con la costruzione dei suoi protagonisti e il salire ad eventi raccapriccianti realizzati molto professionalmente, nonostante la mancanza di mezzi. Nella seconda parte, ovvero quella più horror e sanguinolenta, c'è, però, qualche neo, soprattutto nello script, scritto a quattro mani dai registi stessi assieme a Giampiero Rigosi e Michele Cogo. Gli attori sono tutti in parte, dal trio dei giovani protagonisti al maturo Servillo fino ad una nudissima Francesca Cuttica.
Gli appassionati sono stati accontentati con un prodotto che non ridicolizza troppo il loro genere preferito e che contiene qualche cammeo di attori amati dai cultori dell’horror italiano (un apparizione dello sceneggiatore Antonio Tentori).
Di più non ci sarebbe potuto attendere anche l’utilizzo del 3D che, oltre ad essere malamente realizzato, non è compatibile con un film dell’orrore girato con così pochi mezzi.

giudizio: ** 1/2

Il nuovo lungometraggio dei Manetti Bros
Piano 17
Grande professionalità in un film a basso budget



(Mercoledì 20 Giugno 2012)


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