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Horror firmato dal giapponese Naoyashi Kaduamatsu

Undertaker

Visto al Fantafestival di Roma


di Francesco Castracane


Il film è un interessante opera di ispirazione Cyberpunk firmata dal regista giapponese Naoyashi Kaduamatsu, vista al 32° Fantafestival di Roma. In un immediato futuro una misteriosa epidemia colpisce parte della popolazione, che si trasforma in zombie finendo a vivere in città completamente collassate e senza più alcun tipo di autorità. In una tematica Cyberpunk (l'immediato futuro, il collasso della metropoli divenuta un immenso sprawl) si innesta una tematica tipicamente Horror, che è quella degli zombie mangiatori di uomini.
In realtà il riferimento all'epidemia sembra richiamare le pratiche di decontaminazione tipiche degli incidenti nucleari. Persone con mascherine e tute bianche che cercano di fuggire dalla tragedia richiamano immediatamente le immagini legate alla fuga dal fallout nucleare. L'immaginario nucleare è sempre stato estremamente presente nella cultura giapponese del secondo dopoguerra, basti pensare al simpatico e naive Godzilla, risvegliato da un incidente atomico e ghiotto di radiazioni che ingollava come Nutella sul pane.
Il protagonista, che i sottotitoli italiani in alcuni casi con degli evidenti errori ortografici, denominano come “seppellitore”, svolge un ingrato compito, uccidere definitamente gli zombie. Il tema è già stato più volte affrontato nel cinema Horror, ma in questo caso, la morte non viene data per sopravvivere ad un ambiente ostile, ma per svolgere un'azione etica. Infatti solamente con la morte costoro raggiungono la loro condizione definitiva. Buona parte del film si svolge all'interno di un centro commerciale abbandonato, pieno di zombie. E qui, è d'obbligo ricordare il film “Zombie” di Romero, dove i morti viventi si riunivano per continuare ad essere consumatori anche da morti, in quello che anni più tardi sarebbe stato definito come un nonluogo del postmoderno. La scena principale, costellata di morti insaguinati è realizzata con una stupenda fotografia cupa e gotica, che avvicina le sequenze a quelle di un videogioco dove anche i lineamenti del protagonista sembrano divenire digitali. Film non eccelso ma piuttosto interessante e che a chi scrive, ormai avvezzo a decine e decine di film Horror con ammazzamenti e squartamenti seriali, in un paio di momenti ha creato anche dei birividi di paura.

giudizio: **



(Martedì 3 Luglio 2012)


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