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La bellezza malvagia ed il candore dell'innocenza "armata"

Biancaneve e il cacciatore

Gothic-fantasy di una classica fiaba senza tempo


di Roberto Leggio


La bellissima regina Ravenna è in realtà una strega dai poteri oscuri, con i quali fa innamorare sovrani e conquista regni. Alla testa di un esercito di ombre, rovina il reame di Magnus, inconsolabile padre vedovo di Biancaneve, uccidendolo la prima notte di nozze e rinchiudendo la bambina nella torre più alta del castello. Mentre il regno cade nell’oscurità, Biancaneve cresce in quella bellezza ribelle che lo specchio magico e la regina non possono controllare. Adirata (ed in qualche modo invidiosa) per la pretendente in erba, Ravenna vuole il suo cuore dal quale un’immortalità glamour. Invece la principessa fugge dal castello, dalle possibili oscure brame e si perde nel bosco. Per riprenderla la regina assolda un cacciatore beone ma dall’animo guerriero promettendogli denaro ed il ritorno in vita della moglie morta. Ma una volta riacciuffata la fanciulla l’uomo, scopertosi imbrogliato, le insegna l’arte della guerra e con lei, assieme ai nani “ribelli” ed il popolo risorto dal “sonno della mente”, parte alla riconquista del Regno perduto e alle responsabilità di nuova regina illuminata.


Tra la fiaba classica e J. J. R. Tolkien, vince la principessa Mononoke. Qui con il volto di Kristen Steward, Biancaneve guerriera che con spada ed armatura si lancia a riconquistare il suo Regno. Il film è un frullato fantasy-gotico, che pesca a piene mani dalle leggende irlandesi, il Signore degli anelli (ad un certo punto si forma perfino una “strana” compagnia di nove persone, proprio come nel libro di Tolkien) e Mononoke, in quanto la principessa buona ha dalla sua la linfa della vita, contro il nero “mortifero” della regina usurpatrice. C’è molto dei fratelli Grimm (la prima parte è presa quasi del tutto dalla fiaba originale) ed infatti il film si riempie di Troll, fate, cervi magici e molto della mitologia nordeuropea, che rilanciano il genere andando perfino contro i soliti cliché. Il principe non risveglia la principessa dalla mela avvelenata, ma lo fa lo spirito nobile di un uomo che ha tutto da perdere. Ma è soprattutto la strega cattiva (Charlize Theron, bella, brava e una spanna sulla sua antagonista) con il suo specchio “vivant” a fare la differenza: qui si tratta di una ex-bambina violata nell’intimo, quindi in odio verso qualsiasi uomo in quanto forieri di crudeltà. La bellezza è la sola arma di scambio per avere potere e non è importante se per mantenerla è necessario disumanizzarsi e "vampirizzare" giovani fanciulle. Dall’altra parte c’è il candore dell’innocenza armata di spada quindi la fiaba si modifica in una rivalsa tutta al femminile che ne scardina la tradizione e rivoluziona il senso stesso della vicenda originale. Un buon film fantasy dove tutto è il contrario di tutto, ma si gode di questa sua diversità tanto che pare è atteso un immediato sequel. E chissà se per allora tutti “vivranno felici e contenti”.

Giudizio: **1/2

Il quadro ispirato dal film "Biancaneve e il Cacciatore"
Poison Queen, Believe In Dreams Is Not A Sin"
Sarà esposto a Roma dall'11 luglio

Aspettando "Biancaneve e il cacciatore"
Mela Party al "The Space" di Roma
Mele stregate ed altri gadget per l'anteprima del film



(Lunedì 9 Luglio 2012)


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