.


Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


Un'altra esilarante commedia made in France

Cena fra amici

Diretto da Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte


di Oriana Maerini


La cinematografia francese conferma, ancora una volta, il suo talento, affermato da qualche anno, nel genere commedia esilarante con Cena fra amici, titolo originale Le prénom. Il film, campione d'incassi in patria, si inserirsce nel filone divertente-dissacrante che con film quali Benvenuti al Sud, Quasi amici, Piccole bugie fra amici ha creato un genere particolarissimo e tutto francese di analisi sociale e psicologica in salsa comica. Il film è tratto da una piece teatrale di enorme successo, è diretto Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte (gli stessi autori dell’applaudito spettacolo) ed è ambientato quasi interamente in un solo appartamento.



Ma non fatevi spaventare dalla location statica, la pellicola non annoia affatto, anzi. Un saggio mix di ottima sceneggiatura e dialogi pungenti e divertenti creano un ottimo ritmo narrativo. Simpaticissimo, poi, il prologo che introduce la vicenda con un pony express che, attraversando le strade più famose di Parigi, consegna una pizza all'indirizzo sbagliato. Poi tutti dentro all'appartamento di Elisabeth, detta Babou (Valérie Benguigui) e di suo marito Pierre (Charles Berling), affermati docenti della sinistra radical chic che amano intrattenere gli amici con cene etniche. Tutto sembra andare per meglio quando arriva Vincent (Patrick Bruel), il fratello di Babou, un agente immobiliare di successo in procinto di diventare padre.
Quando quest'ultimo rivela ai parenti il nome scelto per il nascituro (da qui la scelta del titolo francese) nasce una guerra intestina che manda di traverso la cena a tutti gli invitati (partecipa anche Claude (Guillaume de Tonquédec) amico d’infanzia che tutti reputano gay) Il bambino si chiamerà Adolfo e questo scatena l'ira furibonda di Pierre che accusa il congnato di simpatie filo naziste. A parte l'ottima descrizione e caratterizzazione dei personaggi il film funziona grazie all'esilarante fuoco incrociato di battute che descrive, facendo ridere, un j'accuse preciso verso una certa gauche arrogante che non ammette digressioni alcune e che contesa la libertà delle altri opinioni. La giostra verbale in cui si trova coivolto lo spettatore è affascinante che, come in un noir, assiste via via allo svelamento delle vere identità dei personaggi nascosti sotto la maschera dell'ipocrisia. L'unico neo di Cena fra amici è l'assenza di originalità visto che il cinema d'Oltralpe e non sono ci hanno abituati da qualche anno (vedi il bellissimo Carnege di Polanski) al cinema agro-dolce di impianto teatrale girato con il pretesto di un banchetto o di una riunione familiare. Ma se il risultato è ottimo come in questo caso ben vengano i film camera e cucina che fanno divertire e riflettere!

giudizio: ***



(Lunedì 9 Luglio 2012)


Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro