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La morale della morte indotta

Bella Addormentata

Analisi laica e pudica sul caso Englaro


di Roberto Leggio


Italia giorni nostri. Tre storie sparse per un paese ostaggio della “vita per forza” nei sei giorni che precedettero la morte (definitiva e liberatoria) di Eluana Englaro. Fedi diverse, ideologie, personaggi di varia estrazione sociale si ritrovano a ragionare, soffrire, riflettere sul vero senso dell’esistenza, sul perché della vita e della speranza malgrado tutto. Un senatore laico del PDL, deve scegliere se votare una legge che va contro la sua coscienza, disubbidendo alla disciplina del partito, mentre sua figlia, cattolicissima, manifesta davanti la clinica di Udine dove Eluana è ricoverata. Lo stesso luogo in cui si innamorerà dell’ateo Roberto, schierato sul fronte opposto. Altrove, una grande attrice che abita in una villa principesca, si rifugia nella fede e nell’attesa di un miracolo che porti guarigione alla figlia da anni in coma irreversibile, sacrificando il rapporto con l’altro figlio rimastale. Ed infine, la relazione disperatamente “umana” tra il medico Pallido e la sbalestrata Rossa che cerca il suicidio a tutti i costi.


Marco Bellocchio scompagina ancora una volta il presente, analizzandolo attraverso il caso di Eluana, vittima di un incidente e di un evento epocale (anche ipocritamente mediatico) che ha investito la nostra “malnata” storia. Tutti ricordiamo i deliri di Berlusconi e del suo governo decisi a mantenere in vita la ragazza in stato vegetativo da diciassette anni; la Chiesa Cattolica e le varie associazioni in fermento ed i laici che appoggiarono la battaglia del padre Beppe Englaro. Il grande regista piacentino, però, riferendosi a quella vicenda, ne ha tratto un film ben recitato, denso di emozioni le quali impongono a riflettere che un governo miope ed il fanatismo religioso, riferendosi alla vita come “una” ed “unica” questione morale, portino invece ad una violenza sottile che scatenerà dibattiti per molti anni a venire. Senza nascondere la sua natura laica, Bellocchio è bravo a dare spazio a tutte le posizioni, in quanto il tema del fine vita è una questione delicata, difficilmente districabile, ma umanamente ragionevole.

Giudizio: ***



(Mercoledì 5 Settembre 2012)


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