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Sopravvivere... oggi

Gli Equilibristi

La dignità e l'economia sterile


di Roberto Leggio


Colpevole di un amplesso clandestino, Giulio, un impiegato del comune viene messo alla porta dalla moglie che pretende, nonostante uno stipendio da fame, l’assegno di mantenimento per sé e per i figli. Fin da subito la qualità della vita si fa difficile fino a diventare insostenibile, intollerabile, cacciando l’uomo sempre più nello squallore della povertà.


Passato all’ultimo festival di Venezia con il bene placito della critica, questo dramma esistenziale sui tempi della crisi (di valori, economica, di forma); mostra la caduta verso il basso di un personaggio strangolato da un’economia sterile, che finisce (nonostante si aggrappi alla situazione con dignità ed orgoglio) col perdere pian piano la sua umanità. Ivano di Matteo, regista alla sua seconda “prova” del fuoco, mette nel volto rassegnato di Valerio Mastandrea, tutta la difficoltà di un presente milleurista, consegnando una tragicomica maschera di rassegnazione indotta. Molti sono gli echi da quell’Umberto D. di desichiana memoria che si differenzia però nell’esplorazione di un benessere fittizio fino alla povertà conclamata. Film di una amarezza disarmante, analizza come una vita tranquilla ed equilibrata, venga stroncata all’improvviso da un precario puntello monetario. Su chiesto piano Di Matteo puntando su un pietismo popolare, carica di difficoltà oggettive e amarezze personali (la storia si dirama durante il periodo natalizio) un opera interessante sul piano psicologico e sociale, ma in fondo ricattatorio su quello formale.

Giudizio: **



(Venerdì 14 Settembre 2012)


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