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The American Dream Naked

Magic Mike

Steven Soderberg e gli spogliarellisti


di Roberto Leggio


Mike è un ragazzo di 28 anni di Tampa Florida. Ha un sogno nel cassetto: diventare imprenditore di mobili “unici” a pezzi competiti. Per aprire la sua azienda, Mike si presta a tutti i lavori possibili: muratore, meccanico e restauratore. Insomma ci mette sudore della fronte per sbarcare il lunario. Ma tutto questo avviene di giorno… mentre di notte si trasforma in Magic Mike, stripper muscoloso e prestante per la gioia di signore e signorine eccitate e divertite. Nelle notti folli del Club Xquisite, Mike prende sotto la sua ala protettrice un diciannovenne che ha battezzato The Kid, in quanto vede in lui delle qualità per sfondare come nuova attrazione del club. Nel frattempo Mike si innamora di Brooke, la sorella di The Kid, la quale non vede di buon occhio quel mondo di spogliarelli e donne facili, anche però al contrario di tutte lei è totalmente diversa da quelle con cui ha rapporti occasionali.


Come il solito Steven Soderberg cambia registro, tema e modo di raccontare una storia. Eclettismo di livello che però questa volta non colpisce nel segno, nonostante il film abbia sbancato i botteghini all'uscita nei cinema amaericani duramte l'estate. La vicenda, quasi vera con molte modificazioni (“se l’avessi fatto come è realmente accaduta non ci avrebbe creduto nessuno”) della vita di Channing Tatum, l’attore che prima di mostrare i muscoli e gli attributi di Magic Mike fece davvero lo stripper per mantenersi, si presta a vari livelli di lettura, non ultimo che il sogno americano è ancora possibile. Ma a parte il sottotesto (e le varie implicazioni sociologiche), Soderberg scrive e dirige un’opera dall’impianto tradizionale senza cercare quegli eclettismi che lo contraddistinguono. Così si segue la storia stancamente, salendo sul palco assieme agli spogliarellisti, vivendo con loro la foga e la voglia di mostarsi, mimando atti sessuali per il solo piacere di ragazze alla ricerca di divertimento “visivo”. Oltre c'è la rincorsa ad una vita normale, che alla fine sarà tale in quanto il protagonista si denuderà di tutti gli artifici pur di conquistare la donna amata. Lontano da un facile moralismo, Soderberg è comunque bravo a mostare un mondo ai margini, gonfiato di facili bugie, che finisce per scontrarsi inevitabilmente con il quotidiano.Tutto però resta abbastanza in superficie, lasciando un retrogusto di inespresso, di incompiuto.

Giudizio: **



(Venerdì 21 Settembre 2012)


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