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Quando si “abusa” in sequel

Resident Evil - Retribution

Zombies, T-Virus ed il solito scappa scappa, spara spara


di Roberto Leggio


La guerriera Alice si risveglia a casa propria. E’ bella, felice, ha una casa, un marito e una figlia. Ma questo “presente” non è così idilliaco come si pensa. Infatti (altrimenti che ci stiamo fare?) arrivano gli zombi generati dall’Umbrella Corporation e noi (e lei) ci risvegliamo dal sogno e siamo di nuovo alla lotta per la sopravvivenza in un mondo fittizio generato da un computer. La differenza con gli altri molteplici episodi e che adesso gli zombi e i genetisti della Corporation hanno sintetizzato al meglio il virus, estraendolo dal DNA di Alice. A questo punto qualsiasi cosa, sia falsa che reale, viene utilizzata contro i “resistenti” umani.


La trama come si vede è fragile fragile e oltre alle solite sparatorie e azioni (rigorosamente in 3D per dare più spazialità al tutto), niente alimenta la storia in sé. Stanchezza nelle invenzioni? Crediamo piuttosto che quello che vediamo sullo schermo, non sia altro che un ampliamento del videogame dal quale la vicenda è tratta: aumento vertiginoso di nemici, moltiplicazione di ostacoli da superare (o da abbattere), sangue e morti a profusione. Senza contare, per il modo in cui il film (i film) è strutturato, gli attori sembra non recitare più in una struttura dialogica carente e priva di senso. E’ prevista una puntata finale (la sesta), diretta con molta probabilità ancora da Paul S. W. Anderson ed interpretato sempre da sua moglie Milla Jovovich. La bella e la bestia di una saga clonata a se stessa.

Giudizio: *



(Giovedì 27 Settembre 2012)


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