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I giovani, le loro aspettative e la politica raddrizzatutto

Un giorno speciale

Uno sguardo su un "non futuro" di compromessi


di Roberto Leggio


Gina è al suo grande giorno: deve incontrare un onorevole che può aiutarla nello spettacolo. Si veste per l’occasione e aspetta l’auto blu che verrà a prenderla nel quartiere di periferia dove abita. Alla guida c’è Marco, autista giovane come lei al suo primo giorno di lavoro. Mentre Roma si srotola sotto i loro sguardi, il clima che si instaura è di totale indifferenza. Ma quando, dopo una telefonata che avvisa che l’onorevole deve spostare l’appuntamento sul tardi per improrogabili impegni, i due si ritrovano a conoscersi meglio gironzolando per la capitale. Nel bene o nel male verranno fuori tutte le paure, le perplessità e le accettazioni di un futuro precario.


Tratto dal romanzo breve Il cielo con un dito di Claudio Bigagli, il film di Francesca Comencini posa l’occhio sull’incertezza delle aspettative che grava sul futuro dei nostri giovani, ingabbiati in un mondo che pare non dare loro uno spazio degno di questo nome. Tutta la performance è appuntata sulle loro spalle, così l’opera si arricchisce di sottotesti legati alla frustrazione di una società insensibile e corrotta dal mercato della raccomandazione. Lo sforzo è però enorme, e la sceneggiatura (in qualche modo disonesta), nella parte centrale si sfilaccia girando a vuoto, rendendo vana la logica del disagio esistenziale che orchestra la vita dei ragazzi di periferia, in fondo alieni (o facilmente alienabili) in un mondo dove gli opportunismi ed i compromessi sono una “piacevole” piaga di evidente normalità. La Comencini su questo piano non critica, non prende una vera posizione. Cerca, però, di evidenziare come un sistema sbagliato può definire perdenti una fetta di cittadini, senza arte né parte. Alla fine non vince nessuno e non basta il gesto di ribellione di Marco a chiarire la buona fede. Il sistema canceroso vincerà su tutto e tutti.

Giudizio: *1/2



(Venerdì 5 Ottobre 2012)


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