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Capolavoro mancato dretto da Timo Vorensuola

Iron Sky

Geniale l'idea che lo farà diventare un cult di genere


di Mirko Lomuscio


Il comico Corrado Guzzanti tempo fa ci parlava di Fascisti su Marte, con un film satirico dal tratto cabarettistico, oggi la Finlandia azzarda ad un semi kolossal europeo (budget di 7 milioni e mezzo di euro) che narra la bizzarra storia di un nucleo nazista abitante sulla luna. Su questo plot si basa Iron sky, folle opera fanta-comica diretta da Timo Vorensuola. Ambientato nel 2018, il lungometraggio ipotizza sull’esistenza ancora del nazismo grazie ai dei tedeschi sopravvissuti alla seconda guerra mondiale che vivono da 70 anni su suolo lunare. Una volta scoperti da un astronauta americano, il nero James Washington (Christopher Kirby), i crucchi prendono in ostaggio il loro invasore e intendono attaccare il pianeta terra, a partire dagli Stati Uniti.
La lotta per la salvezza sarà lunga e spettacolarmente divertente.



Ovviamente la trama intriga e alimenta la curiosità dello spettatore più esigente in fattore di cult movie particolari; ma se il regista fosse stato più accorto sia sui ritmi che sulle trovate, il film ne avrebbe guadagnato molto. Invece pecca in dilettantismo registico, che risente di raccordi temporali mal gestiti e diventa approssimativo in più di un passaggio. L’ironia, per quanto abbia spunti originali, alla lunga stanca e rischia di sconfinare nel guitto fino a se stesso.
Eppure, quelle trovate che coinvolgevano Il grande dittatore di Charlie Chaplin e il confronto tra la mentalità nazista e la società d’oggi (l’incontro col ghetto nero meritava più spazio) sono di ingegnosa fattura, facendo arrivare Iron sky a livelli alti. In quanto a satira poi cita e si avvicina ad opere come Il dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (vedere le scene con i battibecchi tra i potenti del mondo per farsene un’idea). A volte si ha l’impressione di assistere ad un lungometraggio dallo stile televisivo, anche perché il prodotto sarebbe eccellente più per un contesto da tubo catodico che per il grande schermo.
Iron sky è un capolavoro mancato che deve accontentarsi di una resa che raggiunge al massimo la sufficienza anche se il film è destinato a diventare un cult, soprattutto grazie all’idea che sta alla base della trama.
Tra gli attori, oltre alla splendida Julia Dietz e al rude Gotz Otto (Agente 007-Il domani non muore mai), segnaliamo anche il veterano Udo Kier (Dancer in the dark), nel risibile ruolo del nuovo Fuhrer Wolfgang Kortzfleisch, erede al potere di Adolf Hitler.

giudizio: * 1/2



(Mercoledì 10 Ottobre 2012)


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