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Pulp noir d'autore

Killer Joe

Violenza ed ignoranza: catarsi dell'America proletaria


di Roberto Leggio


Chris, uno spacciatore di mezza tacca a cui la ex-madre (che vive da tempo con un altro uomo) ha fatto volatilizzare la partita di droga che doveva vendere, pensa di svoltare uccidendola e così intascare la sua polizza sulla vita. Ingaggia il Killer Joe, poliziotto tutto d’un pezzo, che risolve “problemi” criminali facendosi sempre pagare in anticipo. Però con i fornitori alle calcagna che hanno giurato di eliminarlo in breve tempo, Chris, assieme alla sua famiglia (padre meccanico, matrigna cameriera) decide di dare in caparra le prestazioni sessuali di sua sorella Dottie a Joe, in attesa del denaro. Le cose nel bene o nel male filano lisce fino ad un certo punto, ma quando si tratterà di incassare molti misteri verranno e galla e saranno guai per tutti.


Noir a tinte forti, spietato, demenziale e altamente pulp (più nelle azioni e nelle parole che del sangue che scorre), il film di William Friedkin (tornato alla regia dopo ben otto anni) è un capolavoro che strizza l’occhio a Tarantino pur restando originale. Il regista de L’Esorcista, trae la trama dal dramma teatrale di Tracy Letts, dettando nuove regole al genere, miscelando “l’orrore” quotidiano di una certa america proletaria con l’umorismo nero e la spiazzante stravaganza dei personaggi, tutti brutti, sporchi e cattivi privi di qualsiasi redenzione. Grazie ad una sceneggiatura asciutta, il film cambia spesso registro reggendosi saldamente sulla sordida atmosfera nichilista che grava tra le pareti di una casa mobile, cuore pulsante di una catastrofe annunciata. Grande interpretazione degli attori, tutti disposti a passare per scemi, dove Matthew McConaughey con il suo ruolo tra il comico ed il terrificante, dimostra finalmente di essere un interprete di rango, mettendo da parte (finalmente) la sua faccia pulitina da commedia romantica.

Giudizio: ****



(Giovedì 11 Ottobre 2012)


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