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Presentata ieri la versione restaurata del capolavoro di Leone

C'era una volta in America

Il film uscirà in 70 sale del circuito de Space da venerdì


di Roberto Leggio


Roma. Trent’anni esatti dopo, il capolavoro gansgteristico di Sergio Leone, torna sugli schermi in versione restaurata ed espansa di ben 28 minuti di scene tagliate dal montaggio originale. Molte raccordano eventi, altri gli approfondiscono, alcuni sono ininfluenti, ma a conti fatti non appesantiscono uno dei film più belli della storia del cinema. Il restauro, voluto dalla Fondazione Martin Scorsese e realizzato dalla cineteca di Bologna, ha il pregio di riaccendere l'interesse verso un capolavoro senza tempo. Leone lo rincorse per un ventennio e fece passare ben undici anni tra Giù la Testa e questo suo testamento filmico, che per ironia della sorte fu la sua ultima opera. Girato nell’arco di un anno in giro per il mondo (USA, Canada, Italia), gradito a molti in Europa, bistrattato dai distributori in America, che lo adattarono per il per il loro mercato “tagliuzzandolo” di ben un’ora e mezza e assemblandolo in ordine cronologico, C’era una volta in America resta uno di quei film che va visto almeno una volta nella vita. Non solo per la complessità della storia (l’amicizia virile tra Noodles e Max, due giovani criminali nella New York degli anni 20 e 30 del secolo scorso), l’interpretazione degli attori (Robert DeNiro, James Woods, Elisaberth McGovern), l’atmosfera cupa e decadente (alla fine nessuno ne uscirà a posto), la musica “epica” di Ennio Morricone, ma anche e soprattutto per la grande lezioni di cinema che contiene. Infatti, lo si può considerare l’ultimo grande film italiano, prima della beceraggine e la vacua filmografia di molti registi a venire. Leone, da europeo qual era, (cioè slegato a certi cliché) è riuscito a dare al film un taglio epico, mitico, che racconta di due ragazzi e della loro ascesa criminale nel quartiere ebraico di New York a tempi del proibizionismo, un’amicizia fatta di complicità, rapine, morte, ricordi, donne, tradimento e forse “giustizia”. Una storia che ripercorre quasi cinquanta anni di storia d’America (anche se il cuore pulsante è proprio la Grande Mela), nei quali nessuno escluso ne uscirà indenne. Una vicenda struggente che si disvela pian piano grazie ad un sapiente uso del flashback, capace di addossarsi il compito di racchiudere la vita “rubata” di Noodles, dell’egocentrismo di Max e di un duello lungamente annunciato, sospeso fin dall’inizio tra sogno e realtà. Una storia circolare, in cui tutto viene sempre rinviato restando immutabile, in un’America non più paese dei sogni, ma un luogo oscuro dove la parabola del potere può finire in un trita rifiuti. La versione attuale dura esattamente 259’, passati i quali vorresti che il film non finisse mai. Suggello di un sogno ad occhi aperti “che non era una semplice avventura, ma la vita stessa!”.
Il film sarà proiettato in 70 sale del circuito Space a partire da venerdì e per soli quattro giorni.



(Mercoledì 17 Ottobre 2012)


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